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Bergoglio: parola alla difesa
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I lettori riconosceranno l’autore di questa mail: è Stefano, il giovane aspirante francescano che nei conventi e nelle iniziative intese ad attrarre vocazioni, trovava banalità, insipidezza, proiezioni di film del pecoreccio italiota... Quella lettera si può trovare qui.

Egregio Direttore Blondet

ho seguito con fatica il dibattito sollevato tra le pagine di EFFEDIEFFE circa le ambiguità che sembrano emergere da questo inizio di pontificato di Papa Francesco. Fatica non dovuta al poco tempo per la lettura o per la ricerca di approfondimenti, ma perché la questione in qualche modo mi spaventa e mi ferisce, e trovo che vi sia qualcosa che stride e si contrappone ad una giustizia più alta, alla quale noi cristiani sempre dovremmo obbedire.

Meno di un anno fa Le scrissi una lettera, alla quale seguì un intenso scambio di mail, poi pubblicata nell’articolo "La Chiesa può ancora accogliere una vocazione?" che ha avuto molto seguito tra i lettori del giornale. In quella lettera io denunciavo non senza una vena di rabbiosa polemica una certa pastorale giovanile, che ho incontrato in ambito francescano ma che è diffusa un po’ ovunque nella Chiesa, e che giudicavo fallimentare.

A distanza di parecchi mesi da allora e in occasione di questo nuovo dibattito nato attorno alla figura dell’attuale pontefice, devo dirLe che c’è qualcosa che non mi convince. Non tanto nell’attuale Papa. C’è qualcosa che non mi convince tanto nelle mie parole (di allora) quanto nelle sue.

Leggendo il suo ultimo saggio dal titolo "C’è un doppio Bergoglio?" mi è venuto quasi spontaneo mettere in parallelo la sua analisi polemica con la mia lettera sopracitata, che sebbene trattasse un argomento diverso (allora nessuno immaginava che sarebbe arrivato un nuovo Papa con il nome di Francesco), mi sembra abbia qualcosa in comune con la sua attuale critica al pontefice. In me allora agiva uno spirito di polemica, dettato più dal timore e dalla debolezza umana, che dalla fede e dall’amore per la Chiesa. Dico questo perché ho sempre avuto la sensazione che quel mio discorso, sebbene toccasse argomenti importanti e in buona parte condivisibili, non rendesse giustizia alla verità di un cammino vocazionale, tanto che la risposta alla domanda posta come titolo dell’articolo, poteva essere una nuova domanda: "Ho abbastanza fede io per accogliere una vocazione religiosa dentro la Chiesa?". E leggendo le mie parole di allora, la risposta sarebbe stata no.

Deve sapere che a seguito di quella lettera ho attraversato un brutto momento, da un punto di vista spirituale. Nelle settimane successive mi sono sentito pervaso da un sentimento di vaga angoscia, come se avessi commesso una grave colpa, quasi come se avessi non dico tradito, ma almeno rinnegato il Signore. E per qualche tempo ho pure smesso di pregare.

A distanza di tempo, e dopo averci riflettuto con calma, ho capito che l’errore principale che ho commesso era legato alle mie motivazioni più profonde, dove la critica razionalmente condivisibile alla pastorale francescana, si mescolava a tutte le mie paure, alle mie mancanze e alla debolezza della mia fede. Tanto per intenderci, oggi potrei ribadire molto di quello che ho scritto, ma lo farei con parole diverse. Non perché vorrei mascherare meglio quelle insicurezze profonde che allora mi animavano, e che certamente anche oggi abitano in me, con una forma più diplomatica e opportunista. Bensì perché ogni cristiano ha una responsabilità nei confronti degli altri suoi fratelli: non deve scandalizzarli, né spaventarli, né corromperli, diffondendo subdolamente il proprio disagio mascherato di orgoglio. In questo senso, ogni critica deve essere costruttiva e indirizzata al bene e all’unità della Chiesa, secondo una visione che non ci appartiene ma che ci viene donata dall’alto, alla quale siamo chiamati di volta in volta a conformarci. Ci vuole parecchia umiltà per riconoscere il proprio orgoglio e le proprie debolezze, e a mio modo di vedere in quella lettera, così come nella sua critica all’attuale Papa, c’è poca umiltà e molto orgoglio e spirito di polemica.

Ho seguito l’elezione del nuovo Papa non senza perplessità, dovute dall’inedito caso di un Papa dimissionario, poi accresciute dal nome sconosciuto del nuovo pontefice e confermate ulteriormente da quel saluto iniziale molto informale ed emotivo. Ma fin dall’inizio mi sono imposto di non precipitare in un giudizio personale e affrettato, ma di ascoltare attentamente, mettendo davanti a me anziché la diffidenza e la paura, già pronte ad esplodere in polemica, la fiducia. Correndo cioé il rischio di essere deluso. Ma con la convinzione che questo rischio è sintomo di un’apertura molto più cristiana, a mio modo di vedere, della diffidenza.

Così ho ascoltato il Papa, in diverse occasioni, non con il ciglio alzato in cerca dell
errore dottrinale, ma con la mia fragilità di cristiano del XXI secolo estremamente bisognoso di un pastore. Sono andato a cercare su youtube qualche discorso e qualche omelia completa, ho osservato molti dei suoi gesti con l’ingenuità e l’apertura di un bambino. E da allora qualcosa ha iniziato a cambiare in me, e quella diffidenza è scomparsa del tutto, lasciando spazio ad un rinnovato coraggio ed entusiasmo.

Non conosco bene la vicenda che ha riguardato l’Ordine dei Frati dell’Immacolata, e quindi faccio fatica ad esprimere un giudizio netto in merito. Non conosco le premesse, i vari personaggi in gioco, le dinamiche interne dell’Ordine. Personalmente sono molto dispiaciuto per l’accaduto, mi immedesimo in uno qualsiasi di quei frati disorientati, e spero che sappiano trovare in questa vicenda dolorosa l’umiltà che consente di aprirsi a visioni ancora più ampie, limpide e sante della propria vita religiosa dentro la Chiesa. Come appena detto, non conosco bene questo Ordine e il suo carisma, che condivido sotto il profilo della conservazione e riproposizione di una liturgia antica e preziosa, meno invece per quanto riguarda la forte ascendenza mariana che i frati dell’Immacolata spingono fino alla promozione del dogma della corredenzione di Maria.

D’altra parte ho assistito da casa, ma non per questo con meno appassionato coinvolgimento, la visita ad Assisi che Papa Francesco ha voluto fare in occasione della solennità dedicata a san Francesco, il 4 ottobre di quest’anno. C’era allora il timore e l’aspettativa che il Papa pronunciasse parole forti in merito alla questione della povertà nella Chiesa. Invece ho visto un Papa profondamente rabbuiato dai recenti fatti di Lampedusa, un Papa sofferente, serio, piegato da un dolore intimo del quale ha parlato ma che in parte mi è sembrato talmente profondo da non poter essere detto. La stoccata contro la ricchezza della Chiesa non è arrivata, almeno in quell’occasione, e se anche qualche parola circa questo argomento il Papa l’ha spesa, è rimasta sfocata e in secondo piano.

Ciò che invece mi ha colpito con grande sorpresa ed entusiasmo sono state la parole del Pontefice durante l’omelia, in particolare un passaggio che voglio riportarLe e che immagino avrà notato anche Lei, caro Direttore, e che risponde a mio modo di vedere proprio alle questioni che avevo sollevato nella lettera che Le scrissi l’inverno scorso. Davanti ad una piccola folla di frati e di cristiani, nella piazza antistante la Basilica di san Francesco, nel giorno della solennità del santo, il Papa ha detto:

"La pace francescana non è un sentimento sdolcinato… Questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie di cosmo. Anche questo non è francescano, ma è unidea che alcuni hanno costruito. La pace di san Francesco è quella di Cristo e la trova chi prende su di sé il suo giogo."

Più chiaro di così? Se questo Papa, che ha scelto il nome di Francesco, ha sentito il dovere di fare un’osservazione così precisa e lucida in occasione della sua prima visita ufficiale ad Assisi, davanti al mondo francescano, allora non posso che prendere coraggio e imparare da lui la sua umiltà, così diversa dalla mia.

La differenza tra le parole del Papa e le mie di un anno fa sta tutta nell’umiltà, che a me è mancata. Umiltà che è il principio di ogni azione buona e santa, anche e soprattutto nella critica. Mentre le mie parole di allora, così polemiche e orgogliose, invece erano parole di divisione.

Non sono un teologo, né uno storico vaticanista esperto. Ma con la semplicità di un cristiano qualsiasi ripenso a tutti i gesti compiuti dal Papa fino a qui, e provo a leggerli con un ottica diversa, non la mia, ma quella dello Spirito Santo, cercando di intravedere in quei gesti e in quei discorsi la Presenza autentica di Dio che si serve dell’uomo Bergoglio, nominato successore di Pietro in quest’epoca così difficile e inedita. E vedo così un uomo come tanti, con le sue debolezze e i suoi possibili errori, ancora capace però di obbedire all’ispirazione divina, con la fede sincera di chi è ancora un fanciullo, e sa dare spazio allo Spirito perché lo Spirito parli attraverso di lui e vada dove vuole. Certo, ci saranno momenti dove l’uomo Bergoglio prevarrà sullo Spirito, o meglio, momenti in cui lo Spirito Santo semplicemente tacerà, e parlerà soltanto la persona con le sue discutibili opinioni. Ma siamo sicuri: alla fine, le tenebre non prevarranno. Significa cioè che la fiducia che dobbiamo dare a questo Papa non è legata alle nostre personale aspirazioni o giudizi, ma è dovuta alla fede che abbiamo nel Cristo e nel suo Vangelo. Non una fede cieca, certo, ma aperta all’ascolto, senza paura, docile e mansueta.

In questo senso non condivido affatto la sua critica, caro Direttore, al dialogo tra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari, e leggendo e rileggendo quelle domande e quelle risposte, penso che anche io avrei finito per dire le stesse cose che ha detto il Papa. Cosa si può dire ad un ateo che non ha la minima intenzione di aprirsi alla fede e che è perlopiù accecato dall’istituzione religiosa che rappresenta della fede? Secondo Lei direttore era più corretto condannare Eugenio Scalfari con fare inquisitorio, promettendogli fiamme e inferno se non si fosse convertito immediatamente? Oppure tacere? Nel primo caso, ciò avrebbe generato polemiche non soltanto tra gli atei, rafforzando il loro orgoglio, ma soprattutto tra i cristiani, facendo sembrare Eugenio Scalfari quasi un martire, più vicino a Cristo di un Papa che invece condanna come un antico sacerdote ebraico nel sinedrio. Tacere invece sarebbe stato soltanto il perdere un’occasione di dialogo.

Invece il Papa in quella occasione ha ottenuto quello che voleva: ha fatto arrivare la sua voce ad una grande fetta di persone che altrimenti non avrebbero mai ascoltato una sola parola uscire dalla bocca di un Pontefice, se non per criticarla. Ha teso una mano, anzi un braccio, ad un uomo molto anziano e tramite lui e migliaia di altri lettori. Ed Eugenio Scalfari alla fine ha mostrato soltanto la sua pochezza intellettuale, la debolezza delle sue domande, il vago dubbio che abita dentro al suo cuore. Il chiedere se per caso esiste un perdono anche per chi non è credente, superficialmente può apparire come la provocazione di un ateo verso un religioso, ma rivela in realtà un dubbio e una fragilità profonda, che non riguarda più l’intervista da pubblicare su un diffuso quotidiano anticlericale, ma il destino di quel pover’uomo così lontano dalla fede. E qualsiasi lettore di Repubblica sono sicuro ha avvertito quella debolezza, l’ha sentita dentro di sé.

Vede, Direttore, lerrore della sua critica alle parole del Papa in quell’intervista, sta tutto qui. Nel leggerla con gli occhi di un cattolico, per giunta impaurito dai gesti di un Papa che presta facilmente il fianco alle correnti progressiste e fa l’occhiolino al mondo laico. Invece quell’intervista va letta con gli occhi di un ateo a cui questi discorsi non interessano minimamente e che vive al di là di un muro. Non c’è scandalo nel dire che la salvezza è aperta a tutti, anche agli atei, perché ciò che conta agli occhi di Dio è il cuore, misura di tutte le cose. Sappiamo, noi cattolici, che tale verità non solo è perfettamente coerente con il Vangelo, ma anche che portata alle sue più radicali conseguenze, conduce alla conversione a Cristo Gesù, che non è un’idea o un dogma, ma una Persona. Ma questo gli atei non lo sanno, e fino a quando ci sarà un muro di separazione non potranno mai capirlo. E chi altri poteva citare il Papa se non il cardinal Martini, nel dialogare con un Eugenio Scalfari? Forse avrebbe dovuto proporre una figura come quella di sant’Ignazio di Loyola? E a chi avrebbe giovato? A Scalfari e ai suoi lettori? Oppure all’orgoglio assopito dei gesuiti? Non avrebbe giovato a nessuno e sarebbe stato come gettare perle ai porci. Invece il Papa ha scelto di citare il cardinal Martini, sapendo di trovare in quella figura il mezzo per ottenere maggiore fiducia da parte del proprio interlocutore.

Non sono un ammiratore del cardinal Martini, sono consapevole dei danni provocati da una certa vaghezza dottrinale e pastorale negli anni del post-concilio, sono amante della liturgia antica e della solennità del latino, convivo anche io con lo scandalo di un altare girato verso il popolo che dà le spalle a Dio, e del Tabernacolo nascosto nelle navate laterali. Ma questo non mi ha impedito di convertirmi, di sapere che nelle mani del sacerdote c’è il Corpo e il Sangue di Cristo Gesù, di riconoscere l’azione salvifica necessaria che proviene dai Sacramenti. E se ho avuto modo di capire tutte queste cose, allora chiunque può farlo, e il mio compito oggi è di aiutare il prossimo a vedere tutto questo, con l’esempio di Gesù e di tutti i santi che sono nati nella Chiesa, ovvero con la mansuetudine, la mitezza e la pace del cuore.

E che dire dello splendido discorso che il Papa ha fatto ai giovani seminaristi, ponendo l’accento sulla castità, o dell’intervista concessa durante il volo di ritorno dall’America Latina, dove Papa Francesco tra le altre cose ha ribadito che la questione del sacerdozio femminile è chiusa, o ancora delle tante omelie in cui il Papa affida se stesso e le nostre preghiere alla Madonna, oppure della proposta di una giornata di digiuno e di preghiera all’indomani di un attacco sconsiderato delle forze militari occidentali in Siria?

Questo Papa a mio modo di vedere merita tutta la fiducia da parte di noi cristiani, una fiducia che non sia condizionata o attenta alle virgole di ogni singolo discorso, ma che sappia lasciarsi condurre dallo Spirito verso la sostanza dei gesti e delle parole, in funzione dell’unità. E se dovessimo alla fine rimanere delusi, sapremo a chi rivolgerci per consolare il nostro dolore e i nostri dubbi. Ma allontanandoci adesso dal nostro Papa, ci allontaniamo inevitabilmente anche dal Signore che l’ha posto a capo della sua Chiesa, e restiamo più poveri, più orgogliosi e più distanti.

Mi permetto di chiudere queste mie osservazioni, probabilmente inutili o eccessivamente prolisse, tornando a quella mia lettera di circa un anno fa. Che cosa ho imparato da allora? Forse non molto, ma almeno una cosa certamente sì. E cioè che nonostante esista un problema nella pastorale nella Chiesa, che più che avvicinare i giovani con i suoi canti stonati e un carisma sdolcinato, spesso li allontana lasciandoli preda degli inganni degli idoli moderni, esiste un rischio peggiore, che è quello di porci come dei Savonarola, o peggio ancora dei Lutero, puntando il dito contro la Chiesa e i suoi rappresentanti, diffondendo dubbi, che è quanto di meno francescano esista. E’ la differenza tra fra Dolcino e frate Francesco.
Noi da che parte stiamo?



Caro amico, non ti sembri strano: condivido tutto ciò che hai scritto. Anch’io ho sentito con entusiasmo papa Bergoglio dire cose giustissime, tradizionali perfette; e l’ho anche detto e scritto. Forse per la prima volta da anni ho potuto sentire talvolta in questo pontefice, il “mio”, il padre dei cristiani che per troppo tempo c’è mancato, dal “Papa Buono” in poi. Anch’io non voglio “ascoltare il Papa con il ciglio alzato in cerca dell’errore dottrinale”. Ho persino attraversato il suo “brutto momento” di colpa, nel dubbio di aver criticato per poca umiltà e molto orgoglio e spirito di polemica, temendo di portare divisione; assumere lo spirito di un Lutero, puntando il dito contro la Chiesa e i suoi rappresentanti, è paradossalmente il rischio delle posizioni “tradizionaliste” in cui in parte mi riconosco. Naturalmente il mio è stato un momento meno brutto del suo, perché io non sono al suo livello spirituale e la mia coscienza è meno sensibile, forse più callosa (malattia professionale dei giornalisti. Però il timore di essere un attore di divisione e frattura, e un pericolo per la mia anima, s’è fatto sentire eccome.

Infatti non volevo scrivere nulla sul Papa, non volevo replicare alle critiche spesso furenti e pregiudiziali che vengono da certi miei lettori. Ciò che mi ha spinto vedere che, dopo la doppia conversazione con Eugenio Scalfari e la lunghissima intervista gesuita, Palmaro e Gnocchi hanno protestato con un fortissimo titolo: “Questo papa non ci piace”, sul foglio. E Mastino ha commentato: “Io credo che il tutto potrà soltanto degenerare. Ci stiamo preparando misteriosamente così a qualcosa di enorme che sento alle porte, e mi fa anche paura”.

Siccome apprezzo Mastino e conosco personalmente Palmaro, e so che è molto più cristiano di me, so che hanno elevato la loro protesta né a cuor leggero né per tifoseria, ma convinti di esercitare un dovere. Hanno dato voce a dubbi che ci sono ed è inutile negare. L’epurazione immediata di Palmaro e Gnocchi da Radio Maria, con la loro messa in stato d’accusa senza nominarli in un’omelia a Santa Marta, mi ha fatto risuonare il campanello d’allarme - quel campanello che è inserito nel cuore del vecchio anti-totalitario che sono stato, continuamente esposto a simili cacciate, demonizzazioni, censure e dannazione di memoria e testimone di infinite altre espulsioni di dissidenti. Azioni .che di solito non vengono da chi ha come sola cura quella della verità.

Ciò mi ha spinto a scrivere su Bergoglio, cosa che non volevo. Ho scritto forse troppo ; sicuramente troppo diffidente – una diffidenza che personalmente non sento del tutto. Anch’io capisco che lui, il papa, ha profonde ragioni nel voler alleggerire e svecchiare una cultura che – per chi non ce l’ha – può essere d’ostacolo alle conversioni. Per credere non c’è da imparare il latino né assorbire Tomaso d’Aquino, non c’è obbligo di conoscere la storia del Sillabo e il motivo per cui la Chiesa è stata, fino al Concilio, quella che era: opposta al “mondo”. Capisco che San Paolo ha perfettamente ragione quando dichiara: “non mi sono presentato... con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso”.

Il punto, forse, è che il Concilio e ancor più il dopo-Concilio hanno già buttato via molto, messo da parte molto. E con che risultato? Quello che lei notava nell’altra lettera: preti senza formazione (il mancato latino e Tomaso c’entrano per qualcosa), confessori convinti che l’inferno non esiste, frati che guardano filmetti pecorecci, in Lombardia “nessun nuovo postulante” da anni, i “giovani che partecipano alle marce francescane che si dimezzano di anno in anno”, per non parlare delle degenerazioni e liquefazioni dei “movimenti”, che dividono l’universalità e l’unità della Chiesa – alla lunga – in modo più decisivo che le miti proteste di Palmaro e Gnocchi. Fra vent’anni, un fedele “normale” entrerà in una chiesa e non riconoscerà la messa, perché lì la celebrano rinnovatori dello Spirito; in un’altra, non troverà la messa domenicale perché di quella chiesa si sono impadroniti i neocatecumenali, che la celebrano il Sabato ebraico; ci saranno i riti ciellini e quelli pentecostali, riti lefevriani e sedevacantisti e messe di lefebvriani “ritornati”, una ostile all’altra, e irriconoscibile l’una ai fedeli dell’altra. Addio universalità.

Lei oggi s’è pentito di aver criticato, perché ha fatto progressi spirituali decisivi; ora ha conseguito una umiltà che le fa’ essere grato perché “il Tabernacolo nascosto nelle navate laterali” non le ha “impedito di convertirmi, di sapere che nelle mani del sacerdote cè il Corpo e il Sangue di Cristo Gesù, di riconoscere lazione salvifica necessaria che proviene dai Sacramenti. E se ho avuto modo di capire tutte queste cose, allora chiunque può farlo”. Va bene, d’accordo; ma riportare il Tabernacolo al centro e rigirare l’altare – segno minimo di rispetto e di fede nel Cristo eucaristico – non dovrebbe ostacolare conversioni. In questa ostinazione a decentrare e mettere da parte, stringere le mani, a parlare di “mensa” anziché di sacrificio, non riconosco il “voglio sapere solo Cristo, e quello crocifisso” di San Paolo. C’è il sospetto di uno spirito contrario, ostile, per non dire anticristico. Fumo di Satana, come disse un papa che poi nulla fece per identificare la fessura.

Forse basterebbe che il papa rispondesse a Palmaro e Gnocchi come ha risposto a Scalfaro, invece di bollarli con impazienza come farisei; che cercasse di capire l’esasperazione di questi cristiani, e li ascoltasse. Palmaro e Gnocchi hanno scritto libri addolorati sulle derive liturgiche e anche dogmatiche e pastorali; non ricevono mai ascolto dalle gerarchie. Questo non venire ascoltati può esasperare, specie quando poi si “ ascolta” Scalfaro. Secondo me, il papa – come chiunque altro – avrebbe da guadagnarci a leggere Palmaro. Anche, se mai, per contrastarlo, per correggerlo. Ecco, m’è parso che in questo sia mancata un poco la paternità del paterno Francesco.

Tutto qui. Smetto per non passare un altro brutto momento di senso di colpa. Anche se – e la finisco proprio – quando uno scrive a un giornale, entra nell’arena dell’opinione e delle “reazioni”, dove c’è chi applaude e c’è chi fischia. E’ un livello spirituale basso, sono il primo a riconoscerlo. Se si vuole stare sul livello alto, dell’autorità spirituale, dove chi dissente è condannato, dove è in gioco l’infallibilità a cui siamo tenuti a credere (cosa che esige rispetto anche dall’infallibile), è meglio non scendere in quel tipo di arena. Lo dico, s’intende, non da teologo ma da semplice giornalista. Ciò alleggerisce il mio senso di colpa; so che il livello non è quello delle verità supreme, ma delle opinioni e dei pareri.

Detto tutto questo, pubblico volentieri la tua lettera. Da una persona come te, è una bella e giusta messa in guardia sui rischi che si corrono, per l’anima nostra, in questa polemica. Le tue critiche a me sono legittime e non me ne offendo, anzi. Prega per me.


Maurizio Blondet



 
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Commenti  

 
# Annhilus 2013-10-25 20:10
Sappiamo che l'uomo in quanto tale e persino il Santo, non può che fare i conti col peccato e con l'errore.

Solo la Vergine Immacolata e ovviamente Cristo Gesù, sono venuti al mondo senza aver dovuto fare i conti col peccato, quindi nessuno a parte loro può avere la pretesa d'essere infallibile (il papa infatti lo è solo ex-cathedra).

Detto questo vado a circostanziare:

Non è che tutto quello che dice o fa Bergoglio è sbagliato, così come non fu mai che tutto quello che fece San Francesco fu giusto; non si creda manco che anche dopo la loro conversione i santi non abbiano potuto peccare, perchè loro stessi dicono proprio l'opposto.

Questo quindi è il punto: Criticare il papato in quanto istituto è impedito al cattolico per definizione dogmatica, ma criticare quello che fa o dice un vescovo
di roma quando viene intervistato su un volo di seconda no.

La ragione è che un Papa può sbagliare esattamente come un santo e criticarlo non è un problema in se, criticarlo è un problema (come pure lodarlo) se lo si fa con malizia. Se la critica è una critica mossa dalla carità e dalla volontà di promuovere l'insegnamento di Cristo e la via maestra che a Lui conduce, a prescindere da chi critica e da chi viene criticato l'atto in sè è buono.

Il punto a mio avviso è un'altro: Se palmaro o fanzaga o blondet, o io, spariamo una vaccata non succede niente di grave, io poi soprattutto, non contiamo gran che di fronte al Papa, ma se la vaccata la spara Bergoglio il problema è molto serio, perchè è Papa e il fatto che sia Papa non può nè impedire a bergoglio di dire una vaccata, nè può trasformare una vaccata in una cosa giusta. Non è che uno se diventa Papa si trova impedito dallo Spirito Santo nel suo libero arbitrio, nè si trova impedito a fare peccato, nè è impedito al papa di poter finire magari anche all'inferno.

Se bergoglio dice e fa 100 cose giuste
e mirabili e 10 sbagliate, quelle dieci restano sbagliate e le altre cento giuste.

D'altronde se un buon pilota guida benissimo per cento km e curva dopo curva affronta il tragitto senza errori
e poi di punto in bianco sbaglia una curva e finisce contro un'albero, non è che siccome per cento km non aveva mai sbagliato, la macchina non si sfascia.

Per questo ritengo che tanto le critiche di Mastino, di Gnocchi e Palmaro e del Direttore siano fondate e opportune, come pure ritengo corretto mettere in evidenza le cose giuste che Bergoglio fa, ma essendo Papa il problema non è quando le dice giuste ma quando sbaglia, è lì che bisogna aiutarlo di più e non certo fingendo che la macchina non s'è rotta, ma mettendolo in guardia per evitare di intrupparla ancora.

Infine chiudo con una mia esternazione:

Io le interviste a civlità cattolica e a scalfari le ho lette e rilette e per quanto si vogliano normalizzarle per forza era mille volte meglio se non fossero mai state rilasciate. Se Stefano
le trova valide e ci si identifica io le trovo un vero guaio, un autogol micidiale, un coacervo di affermazioni eterodosse e non mi ci ritrovo per nulla, spero che il papa la smetta con queste iniziative assolutamente improduttive e dannose.

Ancora stima a Gnocchi e Palmaro e rinnovata censura all'indecente fanzaga.
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# Giulio 2013-10-25 23:11
Ottimo commento.
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# betamax 2013-10-26 16:56
Concordo pienamente. Anche sull'autogol micidiale di Stefano, che per difendere l'opportunità per papa Francesco di sproloquiare con Scalfari si aggrappa ad un mantra usurato:
"Tacere invece sarebbe stato soltanto il perdere un’occasione di dialogo".
La parola greca "dialogo" non esiste nel Nuovo Testamento, ma nasce con il CV secondo. Prima c'era il predicare e il convertire, da quando è stata imposta la parola d'ordine "dialogo" diventa sciocco convertire e tutto quanto segue.
Chi si appoggia a quel mantra (Stefano) dovrebbe meditare preventivamente il problema.
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# Annhilus 2013-11-07 10:54
Se il dialogo ha uno scopo ultimo che è indirizzare a Dio (che per chiamare le cose col loro nome si chiama CONVERSIONE!!!! ) allora ha senso dialogare, ma se il dialogo è fine a se stesso, se insomma lo scopo del dialogo non è la conversione ma il dialogo stesso, allora è solo tempo perso e perdere tempo specie per un papa (ma anche per tutti i cattolici è vanità ovvero peccato di accidia)

Se dialoghiamo per convertire è un conto ma se dialoghiamo per dialogare non serve a niente. Ora siccome è proprio bergoglio che ha dichirato che lui non ha alcuna intenzione di convertire scalfari, è evidente che l'occasione di dialogo con scalfari dato il presupposto della non volontà a convertire è stato un errore, non solo nel contenuto, ma proprio e forse soprattutto nel fondamento. Un errore quindi non solo di forma ma pure di sostanza.
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# Maccabeo 2013-10-26 17:39
Guardi che il Fantazaga potrebbe vedere la "madonna" da un momento all'altro...trattiamolo bene potrebbe intercedere per la salvezza dell'umanità :-)
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# Annhilus 2013-10-28 14:19
Citazione Maccabeo:
Guardi che il Fantazaga potrebbe vedere la "madonna" da un momento all'altro...trattiamolo bene potrebbe intercedere per la salvezza dell'umanità :-)


Fanzaga o la vede o non la vede, va dicendo da anni vaccate tipo: "ha detto la Madonna", o "dice la Madonna"...
queste affermazioni sono eterodosse e contravvengono al coerente e retto seguito dovuto al Magistero che specie un prete dovrebbe onorare.

E' pur vero che però siccome il fanzaga muove un sacco di talleri e raggiunge milioni di vecchiette ben disposte a invii di soldini freschi, delle sue eresie e disobbedienze tutti fingono di non accorgersi. La verità è che dare per verità sicure e rivelate le esternazioni dei presunti veggenti slavi è vietato dalla chiesa. Evidentemente però per fanzaga si possono fare due pesi e due misure, mentre per gnocchi e palmaro
scatta l'epurazione d'ufficio.


Poi arriva un certo bergolgio e ci spiega pure che non bisogna essere attenti ai precetti, ma bisogna invece
seguire la coscienza perchè sennò si è farisei.

Va bene, ma se la coscienza ti fa scrivere l'articolo sul foglio ti cacciano mentre se ti fa dire che hai visto la madonna... allora tutto va bene.

mhaaaaaa
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# ansgario 2013-11-05 17:19
Condivido al 100% i due commenti di Annhilus, veramente molto lucidi e semplicemente cattolici. Viceversa, mi spiace dirlo, il giovane Stefano, che pure avrebbe studiato filosofia, domostra di avere le idee molto, ma molto confuse su tutti i versanti. Si fa prendere dagli scrupoli e preferisce vedere l'azione dello Spirito Santo là dove invece bisogna semplicemente paragonare le esternazioni di un uomo col dovere di fedeltà alla Verità rivelata, definita e da custodire. Stefano dimostra di non avere affatto il polso della grave situazione in cui versa la Chiesa attualmente, né possiede le categorie adatte e la chiave di lettura per accorgersi del senso escatologico della storia che stiamo vivendo. Dice di amare il rito antico tradizionale e il latino, ma non porta che motivazioni estetiche: veramente deludente e fuorviante. Se avesse la chiave di lettura, centrando il problema essenziale, saprebbe interpretare le novità degli ultimi pontificati in modo ben diverso da quel suo ingenuo e quasi candido rifugiarsi in una serafica pretesa di umile sottomissione, che altro non è se non sottrarsi al dovere militante di ogni cresimato, che vigila insonne per custodire il deposito della fede, anche nel suo piccolo di laico, contro gli attacchi dei lupi, che spesso si travestono da agnelli e, negli ultimi tempi, persino da pastori. Per smascherarli ci vuole però un coraggio, una fede e una carità ardente e sicura che non vedo in Stefano, come nella stragrande maggioranza dei cattolici di oggi, che preferiscono la pace della acquiescenza, del rispetto, della tolleranza e del dialogo rassicurante di buon vicinato. La vera umiltà è invece attaccamento tenace alla Verità, sicura, stabile, scomoda, perseguitata, ma vittoriosa.
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# Annhilus 2013-11-06 05:25
Lei ha ragione da vendere.

A parziale scusa di Stefano credo si possa valutare la sua necessità di pace interiore, la sua ricerca di tranquillità spirituale che è comprensibile e che lo pone nella condizione di sperare forse in modo acritico anzichè operare in senso esplicito e con la determinazione e la fortezza e il discernimento del caso.

Concordo con Lei anche sulla necessità di ottemperare al dovere di militanza a cui ogni cattolico vero è chiamato.

Stefano è giovane ed insicuro come spesso lo sono i giovani, ma spero possa arrivare a comprendere che la vera pace non la troveremo nel mondo perchè non viene dal mondo. La vera pace la reca all'umanità Cristo Gesù e solo seguendo e testimoniando Cristo possiamo imboccare una via di pace vera e non di mondana pacificazione ovvero di compromesso e di ipocrisia.

Cristo stesso ci ha ben fatto comprendere che egli non è venuto a portare la pace ma una spada nel mondo e la beatitudine promessa agli operatori di pace non coincide con la pace in se o con la pacificazione in questa vita dei disagi interiori e spirituali nè di quelli materiali. L'operatore di pace serve sempre la verità perchè senza verità non può esserci pace, per questo essere operatori di pace garantisce beatitudine nei cieli ma non garantisce una vita serena e pacifica bensì una battaglia continua ed estenuante per la Verità che è Via e Vita.
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# urbano 2013-10-25 21:03
Criticare la Chiesa con umiltà, per avere un miglioramento...con preghiera e pazienza, standone sempre dentro!
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# varigottibis 2013-10-26 04:23
Umiltà vuol dire riconoscere la propria nullità di fronte a Dio .
Non vuol dire credersi in dovere di ritenersi piccolo se alto due metri, ma invece vuol dire riconoscere che l'altezza ci è stata donata da Dio e che la bassezza di chi è alto un metro e mezzo, confrontata con l'altezza infinita di Dio, non è diversa dalla altezza di chi ha due metri di statura .

Vuol dire, invece, perversamente strumentalizzar e la umiltà il far nascere lo scrupolo di essere cattivo in chi nota il mio attentato alla Verità e lancia l'allarme .

Se il pessimismo lede la Verità, altrettanto, e più pericolosamente , lede la Verità l'ottimismo imposto con il ricatto morale del non essere umile .
Questo tipo di ottimismo obbligatorio non è Carità ma autoillusione imposta fraudolentament e .
E' anche'esso una forma di relativismo, ma relativismo a senso e vantaggio unico del delinquente .
Se “il re è nudo” lo si deve dire, e non ritenersi orgogliosi se non si accusa, invece, la propria vista.

Il povero seminarista che scrive, adesso, grazie ad un anno di cosiddetta “formazione”, non ha ancora rinnegato del tutto le sue osservazioni di un anno fa, ma già le mette da parte e le sminuisce, e si batte il petto.
Le sminuisce non perché gli siano state contestate fondatamente, ma perché, anche se non contestate, la “formazione” gli dice che potrebbero essere frutto del “suo” orgoglio e della “sua” mancanza di umiltà (sei cattivo se non pensi come gli altri e chiedi spiegazioni).
Stranamente però gli atti di chi lo accusa (accusa subdolamente, insinuando il dubbio, e non apertamente) non possono mai, nemmeno per assurdo e nemmeno se clamorosi, essere a loro volta in pericolo di essere contaminati da orgoglio e mancanza di umiltà.

Se veramente, per cosiddetta Umiltà, e per pretesa Carità, si dovesse sempre (“sempre” perché chi fa questi discorsi non parla mai di un limite) sospendere il proprio giudizio (chi sono io per giudicarlo ?) e la propria azione, in attesa di vedere se il minacciato pericolo si avveri o no, e poi se, una volta avveratosi (allora avevo visto giusto e non ero orgoglioso), magari esso non giovi al raggiungimento della umiltà (perciò aspettiamo e subiamo ancora per un po'), allora tanto varrebbe non fare nulla, andare in vacanza e lasciare il campo libero ai malvagi, neppure difendendo non dico se stessi ma nemmeno i propri cari verso cui si hanno doveri.

Non lasciamoci artatamente colpevolizzare (e turlupinare).
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# Annhilus 2013-11-06 05:34
aggiungo che se l'umiltà vera significasse non giudicare nulla mai di quello che le persone fanno (e magari sbagliano), allora persone come San Francesco o Santa Teresa d'Avila o San Giovanni della Croce, o Sant'Antonio di Padova o San Bernardino da Siena o Santa Caterina tanto per fare qualche esempio non erano umili.

A me pare invece che proprio personaggi come bergoglio che si riempiono la bocca di umiltà e propugnano il "non giudizio" quale via unica di carità, poi nei fatti
sono quelli meno umili e più inclini a bearsi delle lusinghe mondane e dell'approvazione dei media, dei salotti e delle masse.
Se l'umiltà consiste nello sminuire la funzione papale per farsi battere dietro le mani da atei e omosessuali e musulmani che non si convertono ma che vengono lisciati e corteggiati per ricevere tornaconto "di consenso" e successo nei sondaggi allora i santi e Cristo stesso non potevano certo essere definiti umili.
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# gborghi 2013-10-26 11:51
Condivido il pensiero di chi si dichiara "liberale" nella possibilita' di criticare le azioni o le parole del papa. Altro e' scandalizzare chi ha una fede che si fonda solamente sull'affetto che prova per questo pontefice, altro e' fare legittime distinzioni tra il papa e le sue azioni e disquisire sulle ultime con persone che non si scandalizzano, perche' hanno una fede radicata, o per lo meno indipendente dall'approvazione verso il Romano Pontefice.
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# Maccabeo 2013-10-26 14:16
Bergoglio è un modernista! Io mi vanto di dividermi da lui e da quelli che - conoscendo ciò che la Chiesa ha già condannato nel dettaglio - non si separano per viltà da chi insegna il male: "o mamma mia se sbaglio vado all'inferno e mando anche altri". Questo scrupolo, nobile solo in apparenza, è un inganno satanico che paralizza. Non è che abbiamo "creduto" perché il tabernacolo era al centro, ma ora sappiamo che la Chiesa lo vuole al centro ecc ecc

Questi modernisti sono doppissimi come dice Pio X. Un momento sono ortodossi e il momento dopo eretici. Loro si basano solo sul sentimento religioso, l'esperienza personale ecc. la loro idea di fede non è quella della chiesa.

Da quanto tempo questo giovane aspirante francescano non legge una VERA enciclica? Legga la Pascendi e si metta l'anima in pace: qualunque cosa lei dica contro "i bergogli vari" sarà sempre troppo poco per denunciare la loro perversa malvagità.

Quando il Signore si riferisce agli scandali è logico che intende per "scandalo" ciò che è male. Mo dire la verità è diventato un male?? E quando Gesù denunciava l'ipocrisia farisaica nelle piazze NON SCANDALIZZAVA i giovani aspiranti rabbini ad esempio? o i ragazzini del catechismo li presenti? Certo! Ma era uno scandalo benefico.

"come siamo stati deboli!...con chi ci colpisce in faccia"

Mo dovrei rinunciare a difendere il deposito per non scandalizzare coloro per cui Gesù è morto?

Saluti + + +
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# Giulio 2013-10-26 22:44
I suoi "modi" sono spesso piuttosto "antipatici", caro Maccabeo, e lo sono tanto più quanto più occorre riconoscere che lei ha ragione.
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# Maccabeo 2013-10-27 08:17
...mi rendo conto di essere un po acido... buona domenica+++
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# Boanerghes 2013-10-26 21:04
L'eresia modernista consiste nel mescolare sapientemente Verità e menzogna in modo che la seconda distrugga la prima. Per questo è importante che le Verità pronunciate tra una menzogna e la successiva, siano molto importanti e ben enunciate, in modo da screditarle con maggiore efficacia.

Per quanto riguarda Stefano, a parte la cattiveria gratuita e indimostrabile sulla presunta aspirazione alla proclamazione di un nuovo dogma (come se i dogmi siano una cosa negativa), immagino sia cosa naturale infierire sul "cadavere" di padre Manelli, lo abbiamo visto fare fisicamente pochi giorni fa con la salma di un ex-centenario, evidentemente va di moda. Padre Manelli ha sempre vissuto in piena e totale obbedienza e ben sapendolo si può gettare fango su di lui, perché, conoscendo la sua santità si è certi che non ribatterà in alcun modo, lascerà che gli sciacalli facciano il loro lavoro.
Per analogia m'immagino le decine di scomuniche che dovrebbe essersi guadagnato padre Livio negli ultimi 30 anni.
In definitiva, rispetto le opinioni di Stefano, pur non condividendole per larga parte, ed immagino che non avrà problemi ad intraprendere una radiosa carriera ecclesiastica.
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# cgdv 2013-10-27 10:34
Conoscendo la dolce e ferma obbedienza di Francesco e la tragica marcia dell'ultimo cataro in armi (ma con la bella Margherita al "fianco") Dolcino, metterle lì a pretesto nella chiusa, devo dire caro Stefano che non significa niente rispetto al problema. Per uno strano caso molte, anzi troppe parole ed azioni del Pontefice ( incredibilmente inusuali, che abbisognano di continue esegesi o che giustappunto vanno guardate con gli occhi di un bambino ignaro) lasciano però immediatamente il segno sulle moltitudini, battendo proprio sugli stessi tasti suonati dalle forze mondialiste e corroborandone la musica: umanitarismo solidale ed accogliente, diritti invertiti, libertà di coscienza ma imposizione di ciò che è politicamente corretto e chi più ne ha più ne metta. Naturalmente occorre che mi astenga dal riesumare qui tutta la questione, perché sarebbe come mordersi la coda. Comunque lo so, può essere terribile capirlo ed ammetterlo ma niente deve indurci a trascurarlo per timore di minare la saldezza dei nostri cuori (ammesso che siano saldi). Se lo si capisce non si possono suscitare negli altri paure e tremori coccolando i propri, se non lo si capisce beh... a me sembra straordinario che non si veda che il momento è arrivato:
" 26 Se dunque vi diranno: ecco è nel deserto, non ci andate; è in casa, non ci credete." (Matteo 24)
Giuliano
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# Rosetta M. 2013-10-27 17:19
Cosa dire a Stefano?
non lo so, io non mi aggroviglio su questioni dottrinali, teologiche, non scruto le parole del Papa per trovarvi l'appiglio alla critica. Sono solo una pecorella e come tale mi sento senza pastore, non riconosco l'ovile dove ho sempre vissuto e trovato rifugio. Questo solo so.
E so anche ciò che vedo:
1) una mia amica, la figlia ha abortito col beneplacito e aiuto dei genitori,sono convinti assertori dell'eutanasia, appena si accende il campanello chiesa/vaticano subito sciorinano la litania " crociateGalilei G.Brunoinquisizio ne Ipaziapedofilia Ior". Leggono Repubblica e ora sono stati illuminati, finalmente, tant'è che questa mia amica ha attaccato un mega poster del papa sul resto (!) della porta della cucina. Quando ci incontriamo non fa altro che sbeffeggiare il mio "integralismo" fuori luogo ( le ho più volte consigliato la confessione da un penitenziere, sacramenti, battesimo del bimbo mai nato, rosario)e mi esorta a convertirmi e a credere al papa piuttosto, che predica accoglienza e misericordia non giudizio e condanna, mica il mio dito puntato tutto fiamme e zolfo! e chi sono io per giudicare se nemmeno lui lo fa?
2) un conoscente ateo con cui ho intrapreso da più di un anno una corrispondenza "pro conversione" ora mi dice. lo vedi che il tuo papa parla una lingua diversa dalla tua. Sei stata sempre ostile all'omosessualità e ora come la metti, se il tuo papa la sdogana e non la condanna?
3)ragazza 25enne fidanzata: il papa è più moderno di mia madre e mio padre, parla finalmentei di coscienza! e io i ho sempre detto che non credo assolutamente sia un male avere rapporti prematrimoniali con la persona che so essere il compagno della mia vita. Io ho la coscienza apposto!
4)al lavoro , collega: "hai visto il papa, e mò adeguati , mi avevi fatto venire le paturnie per il fatto che uso la spirale, aborti e balle e miga balle come dici tu. Se non ho alternative Dio capirà e poi non faccio male a nessuno. Dio mi aspetta perchè mi ama mica per giudicarmi come fai tu, sai che ti dico, domenica me ne sbatto dei tuoi discorsi e faccio la comunione!"
Domanda: caro Stefano queste persone ascoltano ogni volta che possono le parole del Papa ,ne sono innamorati, tutti hanno digiunato per la Siria, si sentono finalmente in sintonia con la Chiesa, e dai discorsi estraggono ciò che fa loro comodo,( spesso in buona fede), o che sentono di poter condividere.
Sono persone "ignoranti" che dopo la catechesi 'da prima comunione' non hanno più aperto un Vangelo, sono intrisi di ideologie sinistre e luoghi comuni.
Certo erano "persi" anche prima, ma ora lo sono con la complicità del pastore!Ciò a parer mio è grave!
Io la vedo così e soffro molto per questo e per la mia personale solitudine, perchè credevo di essere cattolica e ora il mio "capo" mi dice che devo rivedere molte cose!
Personalmente poi, durante la preghiera pro Siria non ho visto il Pontefice ma un 'uomo di stato' che ha tenuto un discorso politico, non ho sentito una sola invocazione a Maria o al Santissimo, non una preghiera spontanea,accor ata, implorante.
Durante la consacrazione del mondo alla Madonna di Fatima di due domeniche fa non ho sentito formule di consacrazione ma la lettura di una "preghierina" rivolta al popolo!
E oggi per la giornata delle famiglie non ho sentito una sola parola di solidarietà con quanti in Francia e nel mondo stanno lottando per la tenuta di questa famiglia fondata sull'unione di un maschio con una femmina!" Questi combattenti come devono intendere questa omissione, devono continuare? finire in galera perchè sono nel giusto o desistere e accogliere tutti nel tutto indistinto?
Abbraccio totalmente il pensiero di Boanerghes:
L'eresia modernista consiste nel mescolare sapientemente Verità e menzogna in modo che la seconda distrugga la prima. Per questo è importante che le Verità pronunciate tra una menzogna e la successiva, siano molto importanti e ben enunciate, in modo da screditarle con maggiore efficacia.
Signore vieni presto in nostro aiuto!
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# Maccabeo 2013-10-27 19:51
Oggi ero da un parente per la pressa delle vinacce (per fare il vino). C'era molta gente e si è parlato del Bergoglione nazionale! Tutti lo amano ma nessuno va in Chiesa ne prega, ne educa i figli cristianamente perché sono atei... eppure mandano i figli - di tanto in tanto - al catechismo. Lo amano tutti ma ognuno "fa ciò che vuole".

Sembra che che il motto dei satanisti sia la bussola di chi ama Bergoglio. Mi riusciva più semplice argomentare con gli atei anticlericali.
Come fai a spiegare che ci sono 2 chiese sovrapposte o a parlare di modernismo a gente che non sa niente di niente?

Siamo alla follia del caos! Se dici che Bergoglio è solo uno stronzo paraculo della massoneria si incazzano pure e lo difendono!!
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# edmond11 2013-10-28 00:16
Citazione Maccabeo:
Tutti lo amano ma nessuno va in Chiesa ne prega, ne educa i figli cristianamente perché sono atei... eppure mandano i figli - di tanto in tanto - al catechismo. Lo amano tutti ma ognuno "fa ciò che vuole".


Bisogna avere pazienza. E' diventato Papa da meno di un anno e tutti ne parlano. Non è forse un buon segno? Il problema della scristianizzazi one generale di certo non è certo colpa di Jorge Bergoglio. Ognuno "fa ciò che vuole" da ben prima che Bergoglio diventasse Papa. La differenza è che adesso sono più aperti all'ascolto.

Ci vuole tempo, fiducia e pazienza.
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# Annhilus 2013-10-28 14:23
Citazione edmond11:
Citazione Maccabeo:
Tutti lo amano ma nessuno va in Chiesa ne prega, ne educa i figli cristianamente perché sono atei... eppure mandano i figli - di tanto in tanto - al catechismo. Lo amano tutti ma ognuno "fa ciò che vuole".


Bisogna avere pazienza. E' diventato Papa da meno di un anno e tutti ne parlano. Non è forse un buon segno? Il problema della scristianizzazi one generale di certo non è certo colpa di Jorge Bergoglio. Ognuno "fa ciò che vuole" da ben prima che Bergoglio diventasse Papa. La differenza è che adesso sono più aperti all'ascolto.

Ci vuole tempo, fiducia e pazienza.

Pure di belen Rodriguez e di quello che si fa tatuare sul culo ne parlano tutti... allora secondo lei è buon segno?

Basta con questa ipocrisia da ubriacatura mediatica.
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# edmond11 2013-10-28 00:56
Gentile Rosetta, ho letto il tuo commento e vorrei risponderti. Spero leggerai queste mie righe.
Mi dispiace, ma sono di parere nettamente contrario al tuo e leggendo le esperienze che hai brevemente citato, avresti dovuto secondo me trarre qualche insegnamento diverso.
1) La tua amica che approva l'eutanasia, difende l'aborto della figlia e conosce bene le filastrocche anticlericali, adesso tiene un poster del Papa in cucina? Non pensi sia un evento fantastico? Non è forse un'occasione per aprire una porta e iniziare un nuovo dialogo, completamente diverso da quello precedente? E se tu non sai cogliere questa possibilità, vuol dire che forse la tua amica ha ragione, e a volte sei troppo rigida. Gesù convertiva le persone con la misericordia, non con la paura.
2) Il tuo amico ateo con cui hai una corrispondenza da un anno "pro conversione", probabilmente non ha la minima intenzione di convertirsi, altrimenti l'avrebbe già fatto. Forse amate entrambi discutere di religione e argomenti affini, rafforzando le vostre reciproche posizioni. E se ti dice che il Papa ha difeso l'omosessualità, puoi rispondergli tranquillamente che non è vero.
3)Una ragazza di 25 anni di oggi risponde all'ambiente in cui è nata e cresciuta, non solo a quello famigliare, ma anche al mondo esterno, con le sue mode e i suoi disvalori. Se vuoi aiutare una persona giovane del mondo d'oggi, non la devi giudicare in alcun modo, ma essere tollerante nell'ascolto. Io ho perso la verginità a 14 anni e mi sono convertito a 25. Nessuno fortunatamente è mai venuto a farmi la morale circa i miei comportamenti, altrimenti credo che avrei fatto più fatica ad aprirmi verso qualcosa di più grande.
4)Se in molti ti ripetono che si sentono giudicati dalle tue parole e riflettono questo tuo essere eccessivamente rigida se non perfino "integralista", una ragione deve pur esserci. Potresti essere tu a sbagliare, non credi?

Anche io sono una persona ignorante, sai, che dopo il catechismo da prima comunione non ho più aperto il Vangelo. Anzi, non l'ho aperto nemmeno durante il catechismo, che a dirla tutta non mi ha insegnato proprio niente. In adolescenza bestemmiavo pure.
La fede, per quanto ne so, nasce sempre da un incontro e da una conversione, mai da un giudizio. L'uomo ha bisogno di essere salvato, anche tu, come me. Trasmetti questo, se vuoi evangelizzare. Il Papa ti sarà di grande aiuto, vedrai.
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# Rosetta M. 2013-10-28 12:34
Gentile sig. "edmon11",

anche io se leggessi una lettera come la mia risponderei come ha risposto lei ! sorpreso?
Le cose si possono vedere da diverse angolature. Certo sarebbe bello che fosse veramente come lei vede i fatti e cioè che sia " un evento fantastico" il poster del papa sulla porta o il rinnovato desiderio di ascoltarlo da parte di chi prima non lo faceva.
Il problema però è : cosa dice il papa?
Le epistole con l'ateo,ne convengo è come dice lei, tant'è che ho smesso di scrivergli circa 6 mesi fa perchè continuare sarebbe stato solo un parlarsi addosso o per dirla alla Martini un'autoreferenzial ità sterile.
Ora mi "limito" solo a pregare per lui.
Il fatto è che è stato lui, l'ateo, a cercarmi dopo sei mesi per usarmi tutto il suo sarcasmo e la sua ironia trovando nelle mie "catechesi" contraddizioni con le parole del papa.
Posto che io non ho detto o esternato " miei pensieri" ma quelli del catechismo della Chiesa cattolica, e nei casi dubbi e difficili ho chiesto aiuto ai gesuiti, si proprio a loro, perchè li conosco, sono una loro figlia, come la mettiamo?

Quindi al di là della contentezza iniziale dovuta al fatto che anche l'ateo ascolta il papa e l'agnostica mette il poster in cucina è pur vero che tutti e due ascoltano ciò che "suona bene" per se e soprattutto ciò che è veicolato dai media,null'altro!
Ciò non dovrebbe accadere perchè le parole di un papa non dovrebbero dare adito a sconfinamenti dottrinali e a confusioni , diverse interpretazioni e distinguo o peggio a tacitare le coscienze.

Alcune news degli ultimi tempi:
-Boffo dal pulpitoi di TV2000: finalmente un papa di ampio respiro, è arrivata la luce dopo anni di buio!"
- News Italia ( e tanti altri giornali nazionali) : Papa Francesco apre a divorziati e gay: «La Chiesa è la casa di tutti»Il Pontefice promuove una svolta storica: «Misericordia e accoglienza, non tortura»
- Civiltà Cattolica:«L'ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». È una svolta storica. Per la prima volta nella storia, un Pontefice afferma che la Chiesa non ha il diritto di giudicare le scelte personali dei fedeli.........«La Chiesa è la casa di tutti, non una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate».
-Leonardo Boff,cofondator e della Teologia della liberazione, ripone nel nuovo Papa molte speranze. Vede in lui il vento della «primavera» che scioglie il «freddo inverno della Chiesa» -(See more at: http://altracitta.org/2013/03/15/)
-Suor Maria Martinelli, medico e missionaria in Africa, spiega tutti i metodi di prevenzione dell´Aids, condom compreso, perché si ha «il dovere morale di non trasmettere l´infezione»;
- Giorgio Lambertenghi Deliliers, presidente dei Medici cattolici di Milano, che sostiene la donazione alla ricerca degli embrioni congelati e apprezza le aperture di Obama al riguardo;
-Elena Cattaneo che lavorando sulle staminali embrionali dice che «più guardo queste cellule più si rafforza la mia fede che il dono della vita vada speso per ridurre le sofferenze».
-don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità di Milano: «Non c´è nessun dogma da consegnare sulle verità morali, c´è una grande ricerca».
Cronaca di ieri: Roma, gay suicida a 21 anni: «Stanco dell’omofobia:
L’ombra di un corpo con le braccia aperte, sull’asfalto il sangue ha disegnato una croce. ... ( santo subito?) e ha lasciato scritto «L’Italia è un paese libero ma ci sono gli omofobi. Chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza»

Ebbene, quale coscienza Sig. edmon11?

Nessuno quanto me è riconoscente alla misericordia di Dio che mi ha pescata nei grovigli ideologici delle femministe arrabbiate degli anni 70, con tutto ciò che ne conseguiva.
Il ripescaggio è avvenuto però con la fermezza e la certezza di un fine ultimo possibile di salvezza e ad un costo, alto, molto alto: esame di coscienza e quindi consapevolezza del male compiuto, dolore dei peccati, proponimento di non più commetterne, riconoscimento delle proprie debolezze, umiltà, tanta, tanta, ancoraggio alla nave di madre Chiesa e cura massiccia a base di sacramenti perchè noi umani siamo malati cronici non possiamo mai smettere di prendere le medicine.

Tutto questo gli " adoratori " di Bergoglio non lo fanno e non lo faranno perchè non ne riconoscono la necessità, adagiati come sono sulla piaciosa amorevolezza di questo papa che accoglie ma non insegna, abbraccia ma non redarguisce, sostiene ma non da le dritte per poter proseguire il cammino da soli.

E comunque il catechismo non ha mai detto nulla di diverso sui gay di quanto ha detto inopportunament e e avventatamente questo papa facendo capire , volutamente, roma per toma.
La Chiesa non ha mai condannato l'omosessuale ( purchè...) ma l'omosessualità, l'adulterio non l'adultera la quel è invitata caldamente a "non peccare più" ( e non sappiamo se era una sposa bambina sposata ad un 70enne brutto, perverso e malaticcio!)

In quanto ai giudizi, sono in tanti a dirsi scandalizzati se si giudica. Molti peccatori che non hanno nessuna intenzione di cambiare criticano chi li giudica e sbattono in faccia la misericordia di Dio quasi che se si giudica non si è cristiani.
Questa è ipocrisia maligna.
Il cristiano è tenuto a discernere, decidere e giudicare tra il bene e il male e se è vero che siamo tutti fratelli e tutti responsabili gli uni degli altri io devo dir dove sta il bene e dove sta il male, proponendo non miei pareri ma le parole di Cristo. Mi verrà chiesto conto della salvezza dell'anima della mia amica abortista, dell'ateo e della collega di lavoro ( alla quale mi sono limitata a dire sorseggiando un caffè,che se farà la comunione senza confessarsi, e continuando ad abortire tutti mesi o quasi commetterà sacrilegio)

Dovevo tacere perchè le parole erano troppo dure? perchè il Pontefice afferma che la Chiesa non ha il diritto di giudicare le scelte personali dei fedeli??

Vedi, la cosa che mi sconcerta non è come puoi pensare la bontà di Dio e la sua misericordia 'non giustizialista', ci mancherebbe, ma il fatto che tutto un codazzo di persone sinistre arcobaleno seguaci di Don Gallo abortisti gay e lesbiche fornicatori e spergiuri,menzo gneri e non praticanti,cred ono di aver trovato in questo papa la "loro chiesa".
Se fosse solo una strategia per accogliere questi fratelli e sorelle nel santo ovile griderei alleluia, invece vedo che dall'ovile sono espulse come non gradite e giudicate molto severamente e senza la tanto millantata misericordia le pecore che in tutta umiltà e silenzio hanno sempre dato tutta la loro lana e il loro latte (per la maggior gloria di Dio e il sostentamento della Chiesa ) e ora si trovano non solo spodestate , sarebbe il meno, ma senza che il loro sacrificio vada a guadagno materiale e/o spirituale per quelle smarrite che stavano fuori.
Il figlio prodigo si gettò, contrito e umiliato, ai piedi del padre ora invece si limita a ridere in faccia a quell'imbranato integralista del fratello maggiore e a pretendere altre sostanze, il tutto stando in piedi con sicumera e arroganza.
E il padre che fa? si limita ad abbracciare con sorriso bonario e a tacere perchè convinto che :L'ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile"

Inasomma, caro Edmon11 tutti possiamo essere salvati lo dice il Vangelo:

«E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio», però è anche vero che non si arriva a Cristo senza lacrime e coerenza evangelica!
Speriamo che sia come dici tu!
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# Annhilus 2013-10-29 11:04
Cara Rosetta, io invece la penso come te e purtoppo so che non è questione di "angolature", ma di forma e sostanza.

E' tipicamente relativista e post-conciliare insistere su questa "polimorfità della verità" o anche "polifonia della verità", è un modo
patetico per cercare di arrampicarsi sulgi specchi liscissimi e limpidissimi
del principio di non contraddizione.

Certo la sostanza deve avere una forma specifica per essere riconoscibile, ma a prescindere dalla forma la sostanza in sè resta ciò che è.

Se metto dell'acqua in un bicchiere cilindrico essa prede la forma di un cilindro, se la metto in una coppa prende una forma semisferica, ma l'acqua resta quello che è a prescindere.


In tal senso bisognerebbe quindi fare un serio discernimento tra ritualità sacra (la messa ad esempio) e comportamento e affermazioni in pubblico del Pontefice.

Mentre nel rito (che non è semplice forma e contenitore di una sostanza, ma è esso stesso sostanza che poi prende "anche" forma, ma che in senso pienamente simbolico rimanda ad una realtà trascendente che va oltre il gesto e la materia) i gesti e gli strumenti e le parole hanno una necessità fondativa non altra, in quanto rimangono nell'ambito fisico/sensoriale e non metafisico, nella sfera mediatica e nella bagarre giornalistica le questioni quindi sono completamente differenti e se vogliamo molto più prosaiche.

Se bergoglio fa gli auguri per i frutti spirituali del ramadan e lo fa durante una omelia papale, fa semplicemente una sciocchezza, sia in termini mediatici che in termini teologici e le angolature
in tal senso hanno la stessa rilevanza della forma del bicchiere nel caso dell'acqua. A prescindere dalla forma il problema è l'acqua, ovvero il problema è che un papa di santa romana chiesa NON PUO' asserire che il culto ad un falso dio porta frutti spirtituali e questo a prescindere dal come dal dove e dal quando avvenga. Solo un esempio ovviamente.

Chiudo con la questione dei poster.
Questa gente non si è affatto convertita, perchè se si fosse convertita avrebbe cambiato completamente il suo modus vivendi. Questa gente invece è felice per il fatto che il "personaggio Francesco", a differenza di quello che magari dicevano i papi di prima dice loro: fate quello che vi pare e piace, quello che secondo voi è il vostro modo di intendere il bene.
E' un messaggio che tutti comprendono e che piace alle masse. Posso fare quello che mi pare, lo ha detto pure Francesco... e siccome lo ho sempre fatto ma adesso lui che è più autorevole di me dice che faccio bene, io lo elevo a mio mentore e lo ammiro, come quando ammiravo ventenne Vasco Rossi e appendo il poster in camera, e continuo a fare quello che mi pare ma posso sentirmi approvato e sereno, pure se non vado a messa, se incedo a indecenti sodomie, se ho divorziato due volte etc... etc... finalmente ho il mio idolo che non è nè Cristo nè la Chiesa, ma Francesco.

Questo è il guaio... e quando francesco passerà di moda... i poster finieranno nel pattume e questi continueranno a fare quello che vogliono, ricordandosi sempre un domani venissero rimproverati, del Francesco di un tempo.... quello sì che era forte!!!! Il guaio è che per il cattolico il papa è importante non perchè si chiami francesco o nicola, ma perchè incarna il papato. I papi cambiano
il papato DEVE essere sempre lo stesso, ma chi glielo spiega a bergolgio e ai suoi fans con tanto di poster e bandierina????
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# zampano 2013-10-27 18:20
La lettera di Stefano è perfetta fino a quando tira in ballo la vicenda di Scalfari.
Comunque Stefano parla come un vero religioso, ha una bella coscienza del suo essere cristiano, la coscienza che un cristiano dovrebbe avere.

Per parlare con gli atei non c'è bisogno di ricorrere agli eretici.
Forse poteva citare S.Agostino, che ha iniziato ad essere inquieto leggendo l'Ortensio di Cicerone. Non è necessario andare al Cardinal Martini per aprirsi al mondo ateo. Ma stiamo scherzando?????
Ma allora 2000 anni di Chiesa sono stati 2000 anni di Ghetto!?!?!?
Cristo tocca il cuore dell'uomo. Tutto ciò che parla in modo vero del cuore dell'uomo porta a Cristo, apre a Cristo.
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# Militiaceleste1 2013-10-28 07:41
La pace francescana non è un sentimento sdolcinato… Questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie di cosmo. Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito. La pace di san Francesco è quella di Cristo e la trova chi prende su di sé il suo giogo."
EVVIVA! CONTINUIAMO A PREGARE OGNI GIORNO PER IL PAPA, ANCHE CON L'INTERCESSIONE DEI NOSTRI DEFUNTI.
Almeno nei momenti morti, fermi al semaforo o in fila al super-mercato, "il signora gli dia felicità e grazia e ASSISTENZA DA PARTE DELLO SPIRITO SANTO.
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# Cisco85 2013-10-30 11:36
in questi casi è difficile dare un consiglio: non conosco la preparazione di Stefano, penso però che se leggesse il catechismo di S.Pio X e approfondisse la teologia dogmatica porebbe trarne giovamento.
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# Policarpo 2013-10-31 14:44
...E se un giorno, dal balcone di San Pietro o da una catacomba venisse un Papa veramente cattolico e dicesse: converttevi, fate penitenza altrimenti perirete?
Cari cattolici, tradizionalisti e non tradizionalisti , non fatevi illusioni perchè queste parole risuoneranno ancora...e forse per l'ultima volta.
La coscienza, senza Verità cui attingere, è un legno secco.
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# ugo bertaglia 2013-11-02 20:17
Mi pare che anche San Giovanni Battista sia nato mondo dalla macchia originale.Buon lavoro
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# Policarpo 2013-11-04 14:16
Sig. Ugo Bertaglia, se intende che San Giovanni Battista sia nato Immacolato forse dovrebbe vagliare accuratamente la teologia, l'esegesi o il catechismo a cui si riferisce.
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# ugo bertaglia 2013-11-04 19:01
Sig Policarpo, lo si contempla nel secondo mistero gaudioso ed è stato vagliato da ben più autorevoli teologi di me.
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# ansgario 2013-11-05 17:40
Non andiamo fuori tema, per favore. L'immacolatezza di San Giovanni Battista e anche quella di San Giuseppe, non sono in sé delle eresie, ma solo delle ipotesi teologiche che si discutevano accademicamente fino a quasi cento anni fa, ma non hanno mai trovato argomenti inoppugnabili e sicuri. Meglio lasciare perderli: oggi c'è materia ben più importante di cui occuparsi.
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# Policarpo 2013-11-05 23:13
Forse che Lei ritenga Giovanni Battista sia nato Immacolato è frutto di confusione. La dottrina cristiana riguardo Giovanni non dice, infatti che da macchiato dalla colpa originale fu reso Immacolato, ma solo che fu “santificato” nel grembo di Elisabetta. Le parole, e i significati sono ben diversi. Da nessuna parte, tantomeno nella contemplazione del secondo mistero gaudioso, si dice che al mondo siano esistiti due esseri umani immacolati: la SS.Vergine, creata Immacolata già al momento del suo concepimento, e Giovanni, reso immacolato poco prima della nascita. Cosa avremmo l’ Immacolata Concezione e l’ Immacolato Pre-Parto?
Una cosa, poi, sono le discussioni accademiche, altra le cose da credere e meditare.
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# Annhilus 2013-11-08 12:02
Scrive @Rosetta:
---------------------------------
E comunque il catechismo non ha mai detto nulla di diverso sui gay di quanto ha detto inopportunament e e avventatamente questo papa facendo capire , volutamente, roma per toma.
La Chiesa non ha mai condannato l'omosessuale ( purchè...) ma l'omosessualità, l'adulterio non l'adultera la quel è invitata caldamente a "non peccare più"
_______________ ______________

Su questo mia cara debbo dissentire.

Il catechismo parla di omosessuali e non di gay, mentre il papa non ha usato il termine omosessuale ma "gay".

Le due cose non sono equivalenti.

Omosessuale è termine generico, che identifica una persona afflitta da una pulsione contronatura. Non ci dice però quale sia la sua posizione ideologica ed esistenziale verso questo suo stato; il gay invece è una persona che rivendica il diritto a vivere la sua devianza come fatto normale, egli pretende che il suo peccato di sodomia non solo non debba essere giudicat, egli pretende che peccare sia normale e lecito e rivendica la sua via di perversione con orgoglio.

Lei capisce bene quindi perchè quando il catechismo parla di omosessuali e bergoglio parla di gay, non stanno dicendo la stessa cosa. In seguito le agenzie di stampa vaticana hanno cercato di mettere la pezza colori ed anche bergoglio in seguito ha usato il termine omosessuale, invece di gay, ma oramai il pasticcio è fatto, d'altrocanto la sua frase precisa in cui dice "gay" e non omosessuale è tranquillamente sbobinabile live su youtube, con audio e video.

Ad ogni modo se proprio vogliamo richiamere il catechismo bisognerà citarlo invece di menare il can per l'aia.

Il catechismo a differenza delle varie bergoglierie parla assai chiaro:
***************
n°2357:definizione:
**********
L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso.
*************** *****
giudizio della chiesa:
*************** **
Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
*************** **

Se un gay è gay non può avere buona volontà, perchè non intende rinunciare al peccato che lo affligge. Per poter avere buona volontà un omosessuale (e non un gay) deve voler seguire una via di castità e di rinuncia alle sue pulsioni immonde, se si dichiara gay non può essere uno di buona volontà e bergoglio lo dovrebbe sapere, ma quando si parla a ruota libera senza riflettere spesso vengono fuori degli errori non voluti come spesso vengono fuori le cose che veramente si pensano... chissà... speriamo bene.
Ad ogni modo dire che il papa (o qualunque cattolico) non può giudicare un gay è una vaccata e non sta scritto in nessun catechismo. Al massimo si può dire omosessuale, se si dice gay si dice una boiata e il fatto che bergoglio e il vaticano abbiano corretto il tiro dimostra che ho ragione e che l'avevo
già dal giorno stesso in cui fu pronunciata questa fesseria, le mie proteste scandalizzarono le anime belle
papolatriche e benpensanti, ma la verità è tale pure se la dice una nullità come me e una fesseria resta fesseria pure se la dice il vescovo di roma.

Ecco cosa dice il catechismo che a differenza di bergoglio giudica eccome
(perchè non giudica il peccatore ma il peccato), perchè questo deve testimoniare ogni cattolico, in modo chiaro ed esplicito, anche e soprattutto se è vescovo di roma:
L'omosessualità è una
DEPRAVAZIONE ed un DISORDINE MORALE,
tale DEVIANZA è CONTRARIA alla legge naturale ed IN NESSUN CASO GLI ATTI OMOSESSUALI POSSONO ESSERE APROVATI!!!!!!

Il resto sono solo ciarle da seconda classe.
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# Rosetta M. 2013-11-08 21:39
hai ragione, grazie per questa osservazione!:)
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# Centuri 2013-11-09 19:19
Condivido in pieno.
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# Centuri 2013-11-09 19:23
L'omosessualità non si può paragonare al semplice "colesterolo alto", come vorrebbe Bergoglio: è qualcoosa di enormmemente più grave.
Le nozze gay si stanno diffondendo in tutto il mondo e l'attuale pontefice non spende mezza parola per condannare il fatto.
Secondo me evita accuratamente tutto ciò che può renderlo impopolare.
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# ugo bertaglia 2013-11-10 12:57
Per quanto fuori tema, esorto i signori Ansgario e Policarpo a prender contezza del fatto che non di ipotesi accdemiche trattisi, bensì di aspetto vagliato dai Dottori della Chiesa. Del resto all'atto della nascita da quale altra macchia, se non l'originale, saremmo afflitti. Ergo la santificazione a cosa condurrebbe se non alla nascita monda dalla macchia originale? Buona domenica
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# Gallarateuberalles 2013-11-10 14:53
Direttore,
"Secondo me, il papa – come chiunque altro – avrebbe da guadagnarci a leggere Palmaro."
Non ho mai letto Palmaro, dopo il proclama di oggi sui fratelli maggiori, per certo avremmo/avrebbe da guadagnarci anche a leggere il Vangelo.
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# Gallarateuberalles 2013-11-10 16:53
Il direttore citando implicitamente Dante, ricordava i tre stili: comico, elegiaco e tragico.
Se Sua Santità si ostina ad utilizzare il primo ci sta dando un messaggio?
Il regno del diabolico è forse tale che anche il Papa deve culto?
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».
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# Gallarateuberalles 2013-11-10 18:08
E sempre al compaesano combattuto giovane aspirante francescano, anche Nietzsche se vogliamo parlava di Dio ai lontani, non sembra siano diventati vicini
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# Policarpo 2013-11-11 00:17
Sig. Bertaglia, forse Le sfugge un particolare. La SS. Vergine, essendo stata concepita senza peccato originale, non è stata gravata dalle conseguenze dello stesso: il fomite del peccato; l’inclinazione al male. Come si diceva una volta. Tutta pura, tutta santa, senza macchia originale in sé – Tota pulchra…si cantava (dalle vecchiette) – non era inclinate al male. Come lo siamo noi. Tutti noi, nessun essere umano escluso, pur dopo il battesimo che ci lava dal peccato originale. Pur dopo la santificazione in utero. In tutti noi, compresi San Giuseppe e San Giovanni Battista, il fomite del peccato non è cancellato e noi siamo inclinati al male. Saremmo dunque immacolati ma con l’ inclinazione al male?
Il battesimo, invece, ci dona la grazia santificante, che ci aiuta a vincere noi stessi e il mondo: "Abrenuntiis satanae et cultis eius? Abrenuntio!"
È una differenza sostanziale con l’ immacolata concezione. L’ immacolata concezione non aveva bisogno di tale aiuto, non avendo in sé stessa nessuna inclinazione al male. Tutta volta a Dio il suo libero arbitrio sceglieva sempre e costantemente il bene (contrariamente a quanto si può credere: che si possa essere liberi solo se tra bene e male si sceglie il male: chi sceglie il peccato è schiavo del peccato. Altro che libertà di coscienza).
Come sa, tutti i bimbi battezzati sono in grazia di Dio , colmi delle tre virtù teologali, finchè giunti all’età di ragione compiono il loro primo peccato…per questo Nostro Signore ha istituito i Sacramenti e tra questi la Confessione. Oggi la chiamano riconciliazione , strano però che non l’abbiano chiamata re-imacolatizzazio ne (eppure tale dovrebbe essere, visto che la Confessione ci dovrebbe rimettere i peccati e riportarci ogni volta allo stato di grazia donato dal battesimo).
Battesimo e Confessione erano detti anche “Sacramenti dei morti” dato che ci ridonavano la vita spirituale persa col peccato, a differenza degli altri Sacramenti detti “Sacramenti dei vivi” visto che ad essi si accede solo se in stato di grazia e non di peccato (e quindi di morte dell’anima); ma nel teologhese-conciliarese ecclesiese degli ultimi decenni queste cose non si sentono più.
E tante volte saremmo re-immacolatizzati , quindi, quante sarebbero le confessioni ben fatte, cioè con le dovute disposizioni d’animo?
Ma lasciamo stare quegli immortali catechismi. Lasciamo stare le discussioni accademiche.
Passi invece una banale battuta: se Lei vuole credere all’immacolato pre-parto, chi sono io (chi siamo noi cattolici antichi) per toglierLe questo trastullo?
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# ugo bertaglia 2013-11-12 12:19
Spero che ognuno di noi abbia cose più mondane con cui trastullarsi (scherza coi fanti...), ed è pacifico tra i cattolici della tradizione. Se per Lei è così difficoltoso ritenere che l'Onnopotente abbia potuto togliere il peccato originale a chi "Tra i nati di donna non è sorto uno più grande " (Mt 11.11); e di cui si festeggia la natività e non solo il martirologio; faccia pure.
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# ansgario 2013-11-14 17:56
Sig. Bertaglia, lei personalmente può credere immacolati anche Enoch ed Elia, oltre ai santi Giuseppe e Giovanni, tanto per allungare la lista. Abbiamo contezza che i santi Dottori hanno disputato anche di loro. Ciò conta poco. Per un fedele cattolico l'unica cosa necessaria e vincolante è credere a ciò che il Magistero solenne della Chiesa ha definito al riguardo, cioè l'immacolata concezione di Maria SS.ma. Sulla eventuale immacolatezza e neppure santificazione prae o post partum di altri personaggi non si è mai ufficialmente pronunciato. Quindi non ci molesti ulteriormente, per cortesia, coi suoi convincimenti non autorevoli.
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# Policarpo 2013-11-12 17:47
Il peccato originale gliel'ha tolto, è pacifico; ma non l' ha reso Immacolato. Saluti.
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