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Zitti zitti, gli eurodeputati continuano a tradirci
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Martedì 12 marzo, il parlamento europoide ha adottato – senza dibattito e in silenzio – due provvedimenti che fanno entrare i poteri della Troika nel cuore del «diritto» europeo. Per Troika, ricordiamo, si intendono le delegazioni di tecnici di tre istituzioni non-elette (la Banca Centrale Europea, della Commissione e del Fondo Monetario ) che vanno nei Paesi in difficoltà ad assicurarsi che essi applichino le politiche di rigore che sono state loro richieste in cambio di un «aiuto». Per «aiuti» si intendono dei prestiti con tassi d’interesse molto più alti rispetto a quelli a cui s’indebitano gli stati creditori – dunque sono «aiuti» che portano grassi profitti, di cui nessuno parla mai, alle banche creditrici (e allo Stato-creditore con capitale Berlino).

Con la fretta di chi capisce che deve essere più veloce della rivolta sociale, per mettere in gabbia gli europei, gli euro-deputati hanno passato due regolamenti che inchiavardano la gabbia in modo definitivo. Il cosiddetto «2-Pack», che dà in pratica il potere alla Commissione di pronunciarsi sui bilanci nazionali dei 17 Paesi (e non solo di quelli «aiutati»), con la possibilità di porre il veto a spese non gradite (prima poteva solo fare «raccomandazioni») e infliggere sanzioni agli Stati che non si adeguano.

Nella pratica, i governi dovranno i loro primi progetti di bilancio di previsione per l’anno seguente agli eurocrati della Commissione, entro il mese di aprile, prima di qualunque passaggio al parlamento nazionale. E gli eurocrati potranno esigere delle correzioni del progetto, prima che ci sia stato un voto su di esso.

Non è solo la cessione della sovranità alle oligarchie non elette. È la fissazione della politica europea nel neo-liberismo bancario, contro qualunque volontà futura ed eventuale del corpo elettorale. Quel che è peggio, i Due Pacchi scolpiscono nel bronzo dei trattati le politiche di austerità che, applicate da tre anni, si sono rivelate catastrofiche, e che persino il Fondo Monetario oggi mette in dubbio.

A questo punto, ci si domanda a che scopo le due camere italiote stanno votando per i loro presidenti. Perché mantenere due camere, fare elezioni e formare governi, quando è la Commissione eurocratica che ci governerà? Almeno risparmiamo.

E il bello è che i giornali della sinistra intelligente e lo stesso PD hanno presentato questo doppio pacco come «un primo importante passo verso il superamento della linea dell’austerità in favore della crescita»: così l’euro-pd Roberto Gualtieri. I tg parlano di una Merkel addolcita, che ci consentirà la famosa «crescita». In realtà, tutto quello che hanno ottenuto le sinistre è che la Commissione ha promesso di «avviare una riflessione» (sic) sulla possibilità di emettere eurobonds; e per l’Italia, un vago riconoscimento che «è giusto un uno spazio maggiore per gli investimenti pubblici»: così Bersani ha ottenuto lo «slargo» di cui farfuglia nella sua povera mente. Ma è solo a parole. La «riflessione» durerà fino al marzo 2014, quando ci saranno state le elezioni a Berlino, e i Due Pacchi entreranno pienamente in vigore, inchiodando i popoli alla croce: perché sia chiaro, gli ultimi provvedimenti «non possono essere migliorati e nemmeno addolciti, poiché fondamentalmente consistono nell’uccidere la spesa pubblica ingabbiandola in norme di bilancio strettissime, di cui solo la Commissione ha le chiavi». (Une décision grave au Parlement européen)

I due provvedimenti che confiscano quel che resta della sovranità popolare e nazionale sono stati varati col voto determinante di Verdi e Socialisti. Il che spinge dolorosamente l’autore francese di cui abbiamo dato le coordinate, un esponente dell’ultrasinistra, a chiedersi come abbiano potuto farlo «partiti vicini alle nostre lotte».

Le sinistre per il capitale

E’ la stessa domanda che molti si fanno: a che gioco giocano le sinistre? In Francia, se lo chiede un libro di Jean Claude Michéa (filosofo, un tempo aderente al Partito Comunista ) dal titolo significativo: Les mystères de la gauche: De l’idéal des Lumières au triomphe du capitalisme absolu, (Climats, mars 2013, 131 pagine). Interessante la tesi: socialismo e «sinistra» sono due posizioni diverse. Michéa evoca una (fantomatica?) storica «critica socialista della disgregazione dell’umanità in monadi di cui ciascuna ha un principio di vita particolare»; e per questo era anti-capitalista. La «sinistra», invece, intende come suo nemico «le forze del passato», «attaccate all’amore della terra e del mestiere», si pone in lotta contro «la reazione» come ad esempio «il ritorno alla famiglia patriarcale»; quindi, la sinistra attuale non fa che celebrare esclusivamente il culto delle trasgressioni morali e culturali, della mobilità obbligatoria; una «ideologia della pura libertà che egualizza tutto», e di cui il self-made man liberista, che non deve niente a nessuno e non vuol dipendere da nessuno, è il modello esemplare proposto. Le sinistre non vedono più, dei problemi che incontrano le società umane, che quelli dei «diritti». E lottano soltanto per il diritto di ciascuno a vivere come gli pare: ossia in pro dell’individualismo narcisistico. Michéa se la prende con i gauchistes parigini che «si mobilitano in ogni circostanza, possibilmente davanti alle telecamere del Sistema, per difendere il diritto liberalista di ogni monade isolata a darsi una vita particolare ed un fine particolare». Esempio?

«Diritto al matrimonio per tutti, diritto alla procreazione per tutti, diritto all’università per tutti, diritto al trapianto di cuore per tutti, diritto a vedere la Gioconda per tutti...», motteggia il philosophe, che conclude: «L’esito logico del matrimonio di sinistra è il matrimonio a Las Vegas».

Fa piacere che, almeno in Francia, un marxista (ex) giunga a capire con 50 anni di ritardo quel che aveva profetizzato da noi Augusto Del Noce: che il partito comunista sarebbe diventato il partito radicale di massa, subalterno al capitalismo consumista e finanziario. Magari potrebbe chiedersi cosa diventa uno come lui, «socialista» ma non «di sinistra» e che guarda con favore alle classi medie «attaccate all’amore della terra e al senso del mestiere»? Proviamo a pronunciare la parola: nazional-socialista?

I tempi non sono maturi. Diciamo: populismo. Piaccia o no, è la sola speranza residuale contro la chiusura della gabbia tecnocratica. Il che spiega perché lo Spiegel, il giornale dell’establishment tedesco (il solo che gode della gabbia euro), abbia sparato a palle incatenate contro Grillo: «L’uomo più pericoloso in Europa», e lo apparenti esplicitamente al Duce. (Green Facism: Beppe Grillo Is the Most Dangerous Man in Europe)

L’establishment teme il contagio del «populismo» italiano in Europa. Spiegel parla di «simpatie che Grillo gode in Germania» perché appare «vicino alla sinistra: molto del programma del Cinque Stelle si trova nelle piattaforme dei verdi e di Attac», ed esorta «le sinistre» a scorgere, sotto la pelle ecologista, il neo-fascista . Già è nato il partito «alternativa per la Germania» che propone l’uscita dall’euro. È piccolo, ma crescerà. In Olanda, una campagna di cittadini per rendere obbligatorio un referendum per ogni nuovo trasferimento di sovranità alle UE ha già raccolto 40 mila firme. Secondo un recente sondaggio, 64% degli olandesi vogliono questo referendum per sancire o respingere ogni nuova cessione di sovranità; e 65% (ancor di più dunque) sono comunque contro ogni ulteriore cessione. (Is the Netherlands heading for a referendum on Europe?)

Jean-Claude Juncker
  Jean-Claude Juncker
È dunque una reazione di panico che ha spinto Jean-Claude Juncker, ex presidente dell’Eurogruppo, premier del paradiso fiscale Lussemburgo (e squadra-compasso europeista), a dire (sempre allo Spiegel) che in Europa possono svegliarsi da un momento all’altro «i demoni dormienti della guerra», e che secondo lui il 2013 è «il 1913», ossia un anno prima dell’attentato di Sarajevo che scatenò il primo gigantesco conflitto intra-europeo. (Europe still has 'sleeping war demons')

Anche allora, dice Juncker, «si pensava che in Europa una guerra non fosse più possibile; le grandi potenze erano così integrate economicamente che si pensava non potessero permettersi un conflitto militare». Poi , la lingua torna a battere dove il dente duole: «La campagna elettorale italiana è stata eccessivamente ostile alla Germania, e dunque anti-europea». Juncker non deflette però dalla rovinosa ricetta: i governi devono mantenere le politiche di austerità anche se impopolari. «Non si possono adottare politiche sbagliate solo perché si teme di non essere rieletti. I governanti devono essere responsabili del loro Paese e dell’Europa nel suo insieme».

Juncker mostra così che lui e l’eurocrazia dominante restano attaccati all’ideologia depassée da cui nacque la Comunità europea – dopo la seconda guerra mondiale, la conclusione dei vincitori americani fu che il bellicismo era pandemico in Europa, ed era dovuto agli Stati nazionali e ai loro nazionalisti: ragion per cui gli Stati dovevano essere spogliati della loro sovranità (e i banchieri, capeggiati dalla Lazard USA, diedero al loro fiduciario Jen Monnet il compito di distribuire i fondi del Piano Marshall in cambio di cessioni di sovranità). Ed ora che gli ideologi del 1948 si vedono in pericolo, e in pericolo gli interessi bancari che hanno servito per quasi 70 anni, non riescono ad immaginare nessun altro programma che la solita ricetta. E gridano al fascismo che torna, ai demoni bellici che si svegliano... come 70 anni fa. Sintomo impressionante dell’esaurimento intellettuale di questa classe.

Ciò che aumenta la loro pericolosità. Finché non adottano un’idea nuova, continueranno ad applicare la sola che hanno. E che ha già ridotto alla miseria la Grecia, e poi Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia; dove stanno creando deserti de-industrializzati, disoccupazione di massa, di recessione-depressione, deflazione e – per giunta – l’aumento dei debiti pubblici che le loro «cure» pretendono di ridurre.

Peggio: hanno imposto le stesse misure a Lituania, Bulgaria, Romania e Ungheria: tagli salariali, riduzione dei benefici sociali, di scuole e ospedali, stroncando la possibile ripresa futura. Una vera africanizzazione dell’Europa del Sud e dell’Est. Siamo al punto che il patriarca ortodosso di Bulgaria, Neofit, ha fatto pubblico appello alla popolazione: smettete di suicidarvi (quattro si sono già dati fuoco per protesta contto miseria e corruzione). Ma gli eurocrati non vedono altra via che imporre il proseguimento dei programmi di austerità: una gelida, impersonale crudeltà che ricorda gli ideologi staliniani quando determinarono la morte per fame di 4-6 milioni di ucraini. Come diceva Solgenitsyn, l’uomo, preso per sé, tende a disgustarsi della propria crudeltà; ma è l’ideologia che gli dà la costanza per continuare a qualunque prezzo anche a torturare, uccidere, affamare e terrorizzare.

Così «salvano» Cipro

Naturalmente, la «purezza ideologica» non esclude, anzi, che i puri ideologici facciano en passant i loro affari. Si è visto nella decisione europea di finalmente «aiutare Cipro», in stato fallimentare: 10 miliardi di euro a gravissimo tasso d’interesse, e fra le contropartite, questa: un prelievo forzoso – una imposta, dicono – sui depositi bancari ciprioti, del 9,9% (del 6,7 sotto i 100 mila euro). Si saccheggiano i correntisti per salvare le banche creditrici. Quando si tratta del sacro capitalismo finanziario, anche la proprietà privata viene violata: purché sia dei piccoli. È stalinismo dei miliardari.

Guardate da Cipro la fine che farà il vostro conto corrente, cari italiani che temete di uscire dall’euro perché avete paura che i vostri risparmi vengano intaccati: i soccorritori europoidi scremeranno i vostri risparmi, come già stanno facendo ai ciprioti. Per adesso, si intascano il 10%. E a Cipro i bancomat sono obliterati, e gli sportelli bancari restano serrati almeno fino a martedì: hanno ancora i soldi in banca, i risparmiatori? E quando accadrà a voi e noi? (Ue, accordo per gli aiuti a Cipro. Tassa sui depositi bancari)

È appena il caso di ricordare che questa politica serve a precisi interessi: ai grandi creditori, anzitutto alle banche tedesche che hanno inondato dei loro surplus le nazioni che mettono oggi alla fame. Quando il sovra-indebitamento va troppo oltre, non ci sono che due uscite dalla crisi: l’inflazione (l’eutanasia dei rentiers secondo Keynes) oppure la ristrutturazione del debito (default parziale e concordato). Nell’uno e nell’altro caso, i creditori ne fanno le spese. Così ora si tenta a tutti i costi di imporre il rimborso del debito, con le suddette gabbie europee. Piccolo effetto collaterale: l’applicazione della cura provoca la recessione, anzi il collasso delle economie indebitate. E le banche, salvate a così caro prezzo, non fanno credito alle piccole medie imprese (soprattutto in Italia) aggravando la crisi. Le banche salvate dunque oggi non servono a nulla – tanto che in USA e Giappone si ventila l’idea che la Banca Centrale intervenga ad irrigare direttamente l’economia reale, scavalcando il sistema bancario. Ma da noi, ovviamente, il tema è tabù. Quando Grillo dice che «siamo già di fatto fuori dall’euro» viene aggredito dai politici, ma dice la pura verità. Sono loro che non ce la dicono.

Quanto agli europarlamentari, che abbiamo eletto noi (o i nostri partiti), il loro tradimento è più odioso. Ma anch’essi obbediscono a direttive, sia pur minime. Il budget europeo l’hanno votato perché da quel budget hanno scremato, per i loro rispettivi Stati, micro-tangenti a soddisfazione di qualche lobby casalinga. Si va dai 20 milioni ottenuti dal Lussemburgo per «sviluppo rurale» (sic: nel Paese-banca, l’agricoltura conta lo 0,3% del Pil) fino ai 200 milioni strappati dalla Francia per Mayotte, l’isolotto sulla costa africana a cui Parigi ha concesso lo status di territorio metropolitano francese: Mayotte ha 204 mila abitanti, di cui dunque ciascuno ha ricevuto quasi mille euro a spese dei contribuenti europei.

Per questi piatti di lenticchie i parlamentari ci hanno venduto la sovranità alle oligarchie creditizie. E tutto avviene a marce forzate, come se temessero di avere i giorni contati. Durante una seduta-maratona di 2 ore e mezzo, il Parlamento europeo ha varato oltre 100 emendamenti al patto agricolo (oggetto di miriadi di brame), Common Agricoltural Policy, fra cui la reintroduzione di sussidi diretti per i coltivatori di tabacco (un’altra lobby accontentata). La fretta è stata tanta, che il presidente della seduta, il greco Georgios Papastamkos, è crollato fisicamente ed ha dovuto essere rianimato da un medico. Martin Schulz, il notorio presidente dell’europarlamento, ha detto: «Dobbiamo trovare un’altra via in modo da non dover sedere qui per ore a votare – ad essere sinceri – a volte non sappiamo nemmeno per cosa».


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Commenti  

 
# cgdv 2013-03-17 11:51
Bersani e Vendola gonfiano il petto: sono proprio loro la "sinistra" di cui si parla nell'articolo, inoltre come richiede il momento si passano la palla uno da europeista e l'altro da euroscettico.
La Boldrini (nome caro all'ANPI), visto che abbiamo il Papa dei poveri, fa eco come papessa dei migranti (pardon rifugiati) nonché di altra pretestuosa emarginazione e finalmente abbiamo "il Procuratore antimafia" come seconda carica dello Stato. Il "fascista" Grillo comunica solo con i giornali esteri e tuona via web contro i suoi senatori che hanno votato trasgredendo alla linea ma, come da ultima trovata furba valida per tutte le stagioni, "secondo coscienza".
Però sono pochi: infatti alla bisogna ne bastano una ventina.
Monti intanto vigila silenzioso e felpato come il gatto che si avvicina alla preda. Dai primi indizi ci attende un futuro radioso: derubati e presi per il cu.. sotto lo sguardo irridente ed ora anche un po' annoiato di Schulz.
Altro che uscita salvifica dall'euro!
Giuliano
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# Franco_PD 2013-03-17 13:32
Tutto assolutamente vero. Problema: che farà la gente una volta resasi conto che è stata menata per il naso per l'ennesima volta? Si vota di qui a poco, certamente. Che si svegli? Che appaia qualcuno "coi baffi" o "gli stivali"?. O si passerà a forme di spontaneismo forcaiolo? Mi pare che già da qualche parte qualcuno alzi la testa. Sicuramente - lo sappiamo - povero demente precedentemente ricoverato...mentalmente disturbato...in cura presso ecc...ecc...
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# mdef64 2013-03-18 10:22
Ecco questo è un bell' argomento.
La maggior parte delle persone che frequento di cultura medio-alta sono ancora convinte che l' euro e l' Europa siano la salvezza per l' Italia.Non c' è speranza
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# amsicora 2013-03-17 14:54
guardiamo il lato positivo della vicenda: non avremmo la boldrini ministra dell'immigrazione né grasso ministro della giustizia
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# nicolas 2013-03-17 21:51
"La Boldrini (nome caro all'ANPI)."

Boldrini padre è stato uno dei più truci assassini di innocenti, in quel di Ferrara suo paese d'origine, a guerra finita.
Omicidi di persone che erano cittadini fascisti come la quasi ttotalità degli italiani. Lo era pure lui prima dell'8 settembre. Mala tempora currunt again
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# cgdv 2013-03-18 11:06
Caro Nicolas, Laura non è figlia di Bulow (Arrigo Boldrini). Tuttavia, siccome è proprio comunista (oggi in quota SEL di Vendola) ed il cognome è una garanzia, ha ricevuto nel 2011 il Premio Nazionale ANPI intitolato a Renato Benedetto Fabrizi, probabilmente per la sua funzione all'ONU come portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati.
Giuliano
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# nicolas 2013-03-18 11:24
Chiedo scusa per l'errore. Pero, quante affinità.....!
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# simone.colzani 2013-03-18 17:46
Marcello Boldrini, originario di Matelica, è stato vice di Mattei all'ENI e padre fondatore della DC...
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# Nahars 2013-03-18 11:33
Citazione nicolas:
"La Boldrini (nome caro all'ANPI)."

Boldrini padre è stato uno dei più truci assassini di innocenti, in quel di Ferrara suo paese d'origine, a guerra finita.
Omicidi di persone che erano cittadini fascisti come la quasi ttotalità degli italiani. Lo era pure lui prima dell'8 settembre. Mala tempora currunt again

non credo siano padre & figlia
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# NOASION 2013-03-18 17:29
Citazione nicolas:
"La Boldrini (nome caro all'ANPI)."

Boldrini padre è stato uno dei più truci assassini di innocenti, in quel di Ferrara suo paese d'origine, a guerra finita.
Omicidi di persone che erano cittadini fascisti come la quasi ttotalità degli italiani. Lo era pure lui prima dell'8 settembre. Mala tempora currunt again

E non era nemmeno ferrarese....
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# simone.colzani 2013-03-18 17:45
La Boldrini di cui alla Camera sembra più legata a Marcello, vice di Mattei...
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# astrorosa1 2013-03-19 20:13
La storia si ripete.
Cristo è condannato.
Il sinedrio europeo ha già stabilito la condanna ed il colpevole.
Il Cristianesimo e Papa Francesco salirà sul golgota.
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# Maraffio 2013-03-17 12:25
Che bastardi.
Provassero a togliermi il zerovirgolaqual cosa dal mio conto corrente (che è attualmente di 2 migliara di euro) non rispondo di me stesso...
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# Franco_PD 2013-03-17 16:52
Caro Maraffio, lei non farà nulla. Come non farò nulla io. Come non feci niente quando "El Sorse" (detto in dialetto veneto) fece il giochino anni fa, e allora di quattrini sul conto ne avevo, mentre ora non ne ho neppure per pagare quel che mi rimane delle tasse. A meno che - in alternativa - non si voglia lasciare un ricordo di essere stati pericolosi estremisti, o soggetti in condizioni di disagio mentale. Tra l'altro le istruzioni - è scritto chiaramente su molti quotidiani proprio di oggi - sono di disinnescare nell'informazione particolari circostanze ed episodi riconducibili all'attuale momento economico (piaciuta la mia lingua di legno? Quasi quasi mi metto a fare il giornalista in terza età...). Da perquisizioni nelle nostre case emergerebbero un flacone di Valium (scaduto e mai aperto), alcune bottiglie di vino e una di brandy coperte di polvere e misteriosa polvere bianca contenuta in una busta con su scritto Borotalco. Passati alla cronaca come depravati, tossici, viziosi e mentalmente instabili ogni nostro gesto insano verrebbe prontamente stigmatizzato o dimenticato a seconda della bisogna. Brutta fine, sicuramente. Neppure il Balilla che lancia il sasso viene ormai ricordato, pensi lei...
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# Maraffio 2013-03-17 19:25
Innanzitutto grazie Franco per il tuo post e mi spiace per l'attentato al tuo conto da parte del ratto di fogna (come per tutti gli altri).
Fortunatamente ero un adolescente a quei tempi, quindi niente conto da depredare.

Probabilmente non farò nulla, ma come dici tu scherzosamente con un linguaggio "sfumato", i media malnati e mal-sussidiati italioti silenziano le notizie tragiche di questi tempi, con la novità palesata dopo le elezioni (l'antieuropeismo e il rifiuto dell'austerità imposta dai burocrati europoidi) mostra però che non tutti in Italia sono degli zombie allo sbaraglio che si bevono tutte le fesserie dei media sopraciati - questo fa sperare.

E' facile immaginare che ci sia una massa critica nella popolazione consapevole che potrebbe far da detonatore (il come non so), voglio vedere se hanno il coraggio di fare lo scherzetto cipriota qui in Italia...

Saluti.
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# Franco_PD 2013-03-17 21:14
Grazie dell'apprezzamento, Maraffio. All'epoca del "furto del topastro" - penso che Blondet se ne ricorderà ancora - la gente per un certo tempo uscì un po' di testa. La pantegana si era appropriata del formaggio approfittando della chiusura delle banche per il fine settimana. Quindi i cittadini si recavano il venerdì presso gli sportelli, ritiravano il proprio denaro e ve lo riportavano il lunedì mattina. Mi sa tanto che se alle viste ci fosse una nuova iniziativa del genere anche solo sussurrata molti si muoverebbero ancora così. E i disordini, visto che le banche in cassa hanno solitamente molto poco, sarebbero inevitabili. Ma chissà che non cominci proprio così....
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# pelzen 2013-03-18 02:53
Il paralitico (toccà da Dio un passo indrio), perché altro non è, quando fece quella bella mossa, se ricordi bene, la fece retroattiva di qualche mese...
Ricordo all'epoca che un amico che lavorava in banca mi disse che non serviva nulla prelevare il contante perché avrebbero addebitato sul conto il prelievo con le dovute conseguenze (per la verità non so quali).
Ma sempre nel 92 oltre a quel laido infame, perché oltre che una pantegana paralitica è anche infame, a fargli compagnia ci fu anche l'obbligatorietà di pagare una tassa sulla salute che in quell'occasione mi rifiutai di pagare e che a molti non fu mai restituita.
In Italia di infami ne abbiamo da vendere, sono inflazionati e come si comanda quando c'è inflazione il surplus, inutile e dannoso, andrebbe bruciato...che sia l'ora di scaldare i motori della caldaia?
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# Franco_PD 2013-03-17 12:50
Un articolo fondamentale, soprattutto dove descrive le mire e le tendenze della cosiddetta "sinistra". La cosa che mi inquieta e turba (e non voglio con questo minimizzare l'autentico genio desctittivo e argomentativo di Blondet) è che si tratta di cose che sono sotto gli occhi di tutti noi. Enormi come elefanti nella pianura. E senza un Direttore che ti dice: "guarda!" non ce ne accorgeremmo minimamente.
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# giorgio 2013-03-17 16:40
"E senza un Direttore che ti dice: "guarda!" non ce ne accorgeremmo minimamente."

Affermazione giustissima, da sottoscrivere in toto.
Cosa manca allo sguardo di noi italiani? Dirò però la verità: molte volte su temi che sembravano occultati perchè non ne parlava la stampa (ad es. la crisi gravissima che avanzava ma di cui non si parlava se non di cose lontane, parlo quindi di tre/quattro anni fa, ed oggi l'euro quale fattore aggiuntivo alla crisi, da cui fuggire quanto prima) ho trovato molte personbe , anche di modesta cultura, che capivano molto bene la situazione.
Il vero nodo centrale è LA ASSOLUTA MEDIOCRITA' DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE. Per mille motivi (non ultimo l'invereconda ignoranza e superficialità di troppi giornalisti) non approfondiscono , non analizzano seriamente, non evidenziano i nodi delle questioni attuali.
Esempio: si guardi la materia trattata nell'articolo presente. Trovate qualcosa sulla stampa o in tv che ne parli? Se sì, in poche righe, in pochi minuti, e solo trattato come pura cronaca, perlopiù noiosa.
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# nicolas 2013-03-17 21:17
Quandi si parla di mass-media è bene tenere a mente due cose fodamentali:
1) Il 70 per cento degli italiani non è in grado di comprendere un testo scritto,
2) I protocolli dei Savi anziani di Sion. Qui si capisce realmente cosa è accaduto alla informazione mondiale e italiana.
Da un po di tempo cerco di parlare il più possibile con vecchi amici e conoscenti che so essere di sinistra. Di quelli che comunque palesano un discreto acculturamento. Ho dato loro anche diversi articoli di Blondet con grande spreco di carta e cartucce. Ho fatto una mùamara scoperta. esiste realmente il lavaggio e l'ipnosi di massa. Questi tizi , pur restando sbigottiti alla lettura dell'articolo sul fascismo E bruno Biagi, pur ammettendo che lo scandalo del MPS è di una gravità enorme e che viene insabbiato, pur riconoscendo un accanimento dei giudici verso il Berlusca, non mollano Bersani , Finocchiaro, Il "grande e intelligente" D'Alema.
E desolante e deprimente ma è così.
I giornalisti sono costretti ad essere ignoranti e superficiali. I media sono militarizzati.
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# lorrat 2013-03-18 10:23
Confermo il post di nicolas. È deprimente scoprire quanto sia chiusa tanta gente, a prescindere dalla scolarizzazione , alla comprensione della realtà. L'animale "uomo" sembra essere stato programmato a non essere in grado di liberarsi dai condizionamenti subliminali.
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# Giovanni Silvano 2013-03-17 12:51
Ahi noi siamo sempre schiavi di qualcuno: una volta di Roma, poi di Washington, adesso di Berlino, domani lascio a voi la scelta, magari di Pecchino, che fa anche rima....ahahah
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# inggrig 2013-03-17 14:43
Tutto perfetto purtroppo, su Cipro la cosa è un po' diversa, preòlievo del 10% sui conti sopra i 100.000 euro e del 6,7% sotto. In realtà sembra che la Merkel abbia imposto un dictat, o prelievo forzoso o fuori dall'Euro. e i politici ciprioti hanno scelto L'Euro. Il prelievo doveva essere più alto ma sui conti sopra i 100.00Euri, invece i ciprioti hanno generosamente deciso di abbassare la percentuale sui conti più grassi e per imporre un "piccolo" prelievo sulla massa. E' chiaro che qui il casino è totale, pil cipriota intorno ai 15-16 miliardi, netto dei conti correnti 60 miliardi, nessun paese a 4 volte il PIL e i maggiori correntisti si dice siano i Russi.
Se poi si considera che cipro a meno di 1.000.000 di abitanti..................
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# Franco_PD 2013-03-17 16:37
Il Giornale di oggi dedica un articolo interessante sulla vicenda cipriota. E' consultabile anche sul web.
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# Milo Dal Brollo 2013-03-17 15:11
Io mi chiedo perché la gente non crede a questi articoli, anche se prendono le fonti da comunicati ufficiali a da giornali "rispettabili". Anche se regalassi l'abbonamento a qualcuno, so che non leggerebbe mai giornali come questo. Ho già stampato o passato alcuni articoli, ed ho trovato solo una persona disposta ad interessarsi.

Il bello sapete qual è? Che la gente crede che gli ufo sbarcheranno, prima o poi, e ci ridaranno la conoscenza perduta al tempo della nostra prima clonazione per popolare la Terra. Ah, quanti sono quelli che credono questa puttanata come verosimile! Invece almeno Grillo, no.

Sono depresso. Ma certa gente se le merita le opere buone, fra cui anche l'informazione? Chiedo sinceramente.
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# Pietro G 2013-03-17 17:47
I media dicevano dei grillini che sembravano alieni scesi da qualche UFO. È bastata una votazione per scoprire la verità : sono gli eredi del popolo dell'8 Settembre, del popolo dei faccendieri, degli Scilipoti e dei De Gregorio. Grillo tuona contro i traditori ma si doveva accorgere prima che all'interno del suo movimento c'era la quinta colonna della sinistra e l'armata dei "tengo famiglia". Perchè Bersani & Co. erano tanto sicuri di avere una qualche maggioranza, tanto da accettare, senza battere ciglio, rifiuti a valanga? Certo, bisognerà vedere se gli basta per la fiducia, intanto però prosegue l'occupazione delle poltrone, e della riduzione delle tasse e dei costi della politica non parla più nessuno. Mentre il Paese affonda.
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# nicolas 2013-03-17 20:52
Aridaje con Scilipoti. Scusa Pietro ma il politico in oggetto è persona che merita il massimo rispetto per due motivi:
1) per un lungo periodo di tempo ha girato per teatri ed altre edifici per divulgare le problematiche legate al signoraggio bancario e quello dell'euro in particolare cercando di farlo capire a più persone possibili.
2) Ha tenuto testa, con una perfomance degna del massimo rispetto, ad una combriccola di abbietti e albionici nemici dell'Italia.

http://www.youtube.com/watch?v=i3E2yxbW0Dg

Dimenticavo una terza e non meno importante impresa: Ha praticamente ripudiato la sua professione di ginecologo per darsi alla più umana e utile "naturopatìa. Il che è come se un ebreo si converte sinceramente al cattolicesimo.
DE Gregorio è altra robaccia,
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# NOASION 2013-03-18 17:32
Citazione nicolas:
Aridaje con Scilipoti. Scusa Pietro ma il politico in oggetto è persona che merita il massimo rispetto per due motivi:
1) per un lungo periodo di tempo ha girato per teatri ed altre edifici per divulgare le problematiche legate al signoraggio bancario e quello dell'euro in particolare cercando di farlo capire a più persone possibili.
2) Ha tenuto testa, con una perfomance degna del massimo rispetto, ad una combriccola di abbietti e albionici nemici dell'Italia.

http://www.youtube.com/watch?v=i3E2yxbW0Dg

Dimenticavo una terza e non meno importante impresa: Ha praticamente ripudiato la sua professione di ginecologo per darsi alla più umana e utile "naturopatìa. Il che è come se un ebreo si converte sinceramente al cattolicesimo.
DE Gregorio è altra robaccia,

Concordo.
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# antaratman 2013-03-17 15:46
Piano A: lo sbarco in Normandia e il piano Marshall con i quali gli USA
mettono il loro tallone sull'Europa con il suo braccio armato Nato-Gladio.

Piano B: La Massoneria si dà un Parlamento auto eletto in Europa, apre i
portoni al FMI e Soci, all'immigrazione selvaggia, cancella le radici cristiane
con tutto quel che ne consegue, libertà di culti vari, tranne quello cristiano
(è propibito portare una croce per non offendere le altre religioni?)le unioni
gay, la pornografia dilagante,la pedofilia alla grande, la massificazione dell'ignoranza, il tripudio del brutto anzi orrido e least but not last, largo alla corruzione dai massimi a minimi livelli. Voltaire aveva detto che "una
nazione(allora non c'era l'EU) senza religione è destinata a riempirsi di delinquenti". Et voilà, messaggio per l'Illuminato Parlamento EU.

Piano C: la crisi finanziaria voluta e il dominio delle Banche con Goldmann
Sachs in testa, i Dracula succhiasangue che senza questo plasma non sopravvivono.

Piano D: l'impoverimento,f ino alla miseria delle nazioni ormai schiave.
A questo proposito segnalo questo video
dal titolo significativo:M EMORIA DEL SAQUEO(SACCHEGG IO)
file:///C:/Users/Jade/Contacts/Desktop/Documents/Pel%C3%ADcula%20MEMORIA
%20DEL%20SAQUEO%20%28completa%29%20-%20YouTube.htm

Piano D: una probabile guerra con l'eliminazione di gran parte dell'umanità
e finalmente il NUOVO GOVERNO MONDIALE.

La compagine giurassica del parlamento EU e i loro solidali lobbisti
non avranno mestato invano. Speriamo
che ne raccolgano anche i velenosi
frutti.
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# antaratman 2013-03-17 19:18
A proposito di Merkel e della "sua" Germania.

Dall'ultima biografia risulta secondo
l'albero genealogico che la cancelliera ha radici polacche. Il nonno Ludovico Kazmierczach, nacque a Posen il
tedeschizzato Poznan (in quanto facente parte del Deutschen Reich,) nel 1896 come figlio illegittimo di Anna Kazmierczach e Wojciechowsky Ludovico. Emigrò a Berlino dove si sposò con una certa Margarethe, dalla quale ebbe un figlio nel 1926, Horst, il padre di Angela.
Nel 1930 la famiglia Kazmierkczack decise di "tedeschizzare" il nome
cambiandolo in Kasner, del vecchio rimane solo la K, tanto per non creare
fastidiose indagini. Per tranciare qualsiasi riferimento a quelle radici polacche, nascoste per molto tempo,la cancelliera ha definitivamente assunto pubblicamente il nome del marito Merkel.

E' del 13 marzo la seguente notizia apparsa sulla “Sueddeutsche Zeitung:
La Hypo Vereinsbank è accusata tramite altri Istituti finanziari e con la
complicità di Agenti finanziari di avere frodato il Fisco nell'ordine di molti
miliardi di euro, con espedienti e stratagemmi molto fantasiosi.
http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/milliardenschaden-fuer-deutschen-fiskus-schwerer-betrugsverdacht-gegen-banken-1.1625874

E QUESTI LADRI SI FANNO FINANZIARE
PRELEVANDO IL SANGUE DALLA GENTE.

Su Cipro riguardo alla tempistica delle disposizioni bancarie sui prelievi dei
conti correnti è stato intervistato il ministro delle Finanze tedesco Schäuble
il quale con un sorriso cinico ha risposto: "Certe operazioni si fanno ai fine settimana in quanto c'è più tempo". E' normale? Ma certo, quando si tratta di banche e la loro "morale" da galera in combutta con la Troika.
Intanto le banche cipriote hanno deciso di bloccare i pagamenti le rimesse
per un certo periodo......
Sarà il caso di cominciare a riflettere anche qui, data la situazione politica
che è stata creata...nel modo corretto usuale.
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# Nova 2013-03-17 21:38
La madre di Angela è una tale prussiano-polacca Herlind Jentsch di presumibile ceppo khazaro.
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# Pietro G 2013-03-17 20:44
Sono totalmente d'accordo con l'analisi dell'approdo ideologico della sinistra, italiana e europea. Un cosa veramente vergognosa. Questa gente che si presentava come i difensori degli interessi dei più deboli, ha tradito chi aveva riposto fiducia in loro e li ha venduti al grande capitale e alla globalizzaione, con le conseguenze che si vedono dalle statistiche (europee, non solo italiane) sulla povertà.
È proprio vero, l'unico socialismo, inteso come priorità al bene comune e solidarietà sociale, è il nazionalsociali smo, il solo capace di integrare in senso identitario e culturale e l'unico che riesce a mediare tra le varie classi sociali.
Visto che il prossimo anno sarà il centenario della Prima Guerra Mondiale, i burocrati europeisti che parlano di "demoni dormienti della guerra" farebbero bene a fare un confronto su quello che era lo status dei vari Paesi europei allora e quello che è oggi per avere una idea del declino e della decadenza che ha caratterizzato l'ultimo secolo di storia europea.
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# raff 2013-03-18 01:47
Completamente d'accordo sul vergognoso approdo ideologico e politico di "questa" sinistra di governo. C'è e c'è stata tuttavia un'altra sinistra capace di produrre profetiche analisi ed elaborazioni sugli sviluppi del capitalismo e della globalizzazione . Segnalo in particolare questo articolo scritto da un geniale analista finanziario e banchiere, Sbancor (Franco Lattanzi), deceduto nell’aprile 2008 in circostanze abbastanza oscure.
Partito solo per Ventotene il 28 aprile 2008, è stato ritrovato morto il 30 per una "caduta accidentale" dalle scale di casa.
Pur ricoprendo un incarico di primo piano alla Unicredit, non disdegnava frequentazioni "alternative".
Con il nickname di Sbancor partecipava a forum indipendenti, http://italy.indymedia.org/news/2005/12/957197.php, ed era ben conosciuto nell'area della sinistra libertaria e antagonista http://www.deriveapprodi.org/editoriali.php?art=113. Prima della morte stava scrivendo un noir su Piazza Fontana.
La data della morte purtroppo è incerta tra il 28 ed il 29 aprile 2008.


L’articolo è apparso su:

Carmilla on line ®
di Sbancor
[Passata l'orgia retorica sul decennale dell'attacco alle Twin Towers,
riproponiamo la storica analisi con la quale il nostro compagno e
amico Sbancor, nell'agosto 2001, prevedeva l'imminente inizio di una
recessione di lunga durata, e lo scoppio di una guerra nell'area
asiatico-turanica dove si intersecano le vie del petrolio. Questo
saggio dimostra, a dieci anni di distanza, due cose: che la guerra in
Afghanistan era già pronta un mese prima dell'11 settembre, e
sarebbe comunque scoppiata – la miccia era già srotolata: serviva
solo un cerino per accenderla; e che la recessione che oggi chiamiamo crisi
dell'economia globale era già in atto nell'estate del 2001, anche se per almeno 8 anni
solo in pochi – e Sbancor era tra questi – lo hanno detto e scritto. Il saggio fu postato
sul sito "Rekombinant", il cui archivio è stato in seguito craccato e distrutto, rendendo
questa analisi di fatto irreperibile. Segnaliamo tuttavia che sul n. 86 di "La
Contraddizione", chiuso il 03.09.2001, furono pubblicati degli appunti tratti da questo
testo. Questa (ri)pubblicazio ne, a cura della redazione di Carmilla, vuole rendere
omaggio alla lucida intelligenza di un nostro fraterno amico nel mogliore dei modi:
invitando i lettori a pensare non solo a Sbancor, ma soprattutto come Sbancor.]


1. ...E allora capisci che la recessione deve ancora venire. E che sarà dura.

«Ormai alla ripresa dietro l'angolo non ci crede più nessuno in America. E molti hanno paura di guardare anche cosa ci sia dietro l'angolo: hanno paura di trovarci il Giappone e la "trappola della liquidità" (liquidity trap)». Così un mio amico, analista di una banca d'affari internazionale, commentava l'ultimo dei tagli operati dal FOMC (Federal Open Market Commitee). Tralascio per decenza i "***** you european shits" di cui il discorso era infarcito. Ormai anche i migliori analisti americani parlano come Al Pacino in "Scarface".
Nonostante sette tagli del denaro consecutivi, infatti, le notizie che provengono dagli "States" continuano a segnare brutto tempo. Non solo: vengono rivisti anche i dati dell'anno precedente: come dire il miracolo economico americano e i favolosi incrementi di produttività erano meno forti di quanto si pensasse. Ormai anche i giornali, e non solo l'"Economist", che l'aveva sempre detto, incominciano a parlare della "bolla delle dot.com". Insomma la "new economy" sembra finita prima ancora di iniziare. E l'economia torna ad essere "the dismal science", la scienza triste evocata da Carlyle.
Di più: quando anche i più collaudati strumenti di politica monetaria non
funzionano, quando anche le manovre sui tassi sembrano non aver effetto
sull'economia, ecco riapparire il fantasma della crisi, nella sua versione più
inconcepibile per il pensiero economico: la liquidity trap, la trappola della liquidità.
Tecnicamente può essere rappresentata così: anche a costo del denaro "zero" o addirittura negativo nessuno è più disposto ad investire. I risparmiatori/investitori attribuiscono al semplice possesso di denaro un "premio di liquidità" cosi alto che fa giudicare ogni investimento, ma anche ogni acquisto come troppo "incerto" per essere perseguito.
È ciò che da anni sta avvenendo all'economia giapponese: i prezzi
scendono (deflazione) ma anche i consumi scendono.
A tassi di interesse zero e a liquidità praticamente illimitata il PIL è cresciuto nel primo trimestre del 2001 solo dello 0,1% e per la chiusura del semestre si prevede un PIL negativo. Questa preferenza per la liquidità non è solamente un fatto economico.
Essa segna il limite di un pensiero economico – di più: di un "common sentiment".
Quel sentire comune che fa di noi, adepti della comunità finanziaria, esseri
sostanzialmente indistinguibili dai nostri gessati, dalle scarpe Church,
scrupolosamente nere e dai gemelli d'oro. Che ci fa sentire in ogni luogo del mondo a casa nostra, perché i nostri pantaloni sono sostenuti da identiche bretelle blu (o nere) a bottoni.
Quando scatta la liquidity trap è come se le bretelle cedessero contemporaneame nte e in tutto il mondo e tutti noi ci trovassimo improvvisamente in mutande. Come capirete, in simile imbarazzante situazione diventa impossibile non cedere alla tentazione di misurare le rispettive virilità. Fare i conti con la realtà in certi casi può avere effetti devastanti!
Scrive J.M. Keynes: «In pratica, si è tacitamente convenuto, di regola, di ricorrere sostanzialmente ad una convenzione. [...] L'essenza di questa convenzione sta nel supporre che lo stato di cose esistente continuerà indefinitamente [...]. Il metodo convenzionale di calcolo sarà compatibile con un grado notevole di continuità e stabilità dei nostri affari fino a quando possiamo confidare che la convinzione sarà mantenuta [...]. Una procedura del genere di questa testé descritta - ne sono certo - è
quella che ha fornito la base per lo sviluppo dei nostri principali mercati di
investimento. Ma non vi è da sorprendersi che una convenzione, tanto arbitraria se si considerano le cose da un punto di vista assoluto, abbia i suoi punti deboli.
E' questa precarietà che costituisce una non piccola parte del nostro problema» (J.M. Keynes: Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, UTET Torino 1971,
pp. 292-93).

2. La convenzione neoliberista.

La convenzione che, insieme alle nostre bretelle, oggi sta incominciando a cedere è il pensiero unico neo-liberista che ha dominato la fine del passato millennio e sta tentando, ancora, di estendere il suo dominio in questo.

Pochi assiomi possono così riassumerla:

1. L'economia è la scienza che governa la società nel suo complesso: le altre scienze sono subordinate ad essa che ne decreta, attraverso il mercato, la loro efficacia.
Università, centri di ricerca, sistemi sanitari, beni culturali, alimentazione,
architettura, arte, cultura, religione e quant'altro sono soggetti alla "dura legge del mercato".
A dirigere queste attività vanno chiamati dei manager (dal latino manus
agere).

2. Il mercato decreta il successo o l'insuccesso di ogni attività e della vita umana in generale. Questo successo è misurabile in beni mobili ed immobili.

3. Il mancato successo può essere attribuito solo a colpa soggettiva o malattia grave.
Più spesso all'infingardaggine dei perdenti che vogliono, attraverso la spesa pubblica, minare la stabilità della moneta e dello Stato. Costoro vengono chiamati "comunisti", qualunque sia il credo ideologico a cui si riferiscono.

4. Lo sviluppo dei servizi, così come la crescita del III° mondo vengono affidati all'iniziativa privata e alle forze del mercato. I paesi che non riescono a svilupparsi sono paesi sostanzialmente "illiberali" e gli aiuti vanno commisurati alle loro progressive liberalizzazion i e privatizzazione .

5. Il lavoro deve essere flessibile: solo avendo la libertà di licenziare si può
ragionevolmente assumere qualcuno.

6. Le pensioni vanno investite sui mercati dei titoli di debito o di proprietà di
imprese, in modo da legare il reddito futuro all'andamento attuale dell'economia e garantire un comportamento coerente degli occupati.

7. L'egoismo privato, l'avidità del singolo, è presupposto del bene collettivo. Chi pone limiti all'egoismo e all'avidità sta operando contro l'umano interesse. Comunista.

8. Il diritto internazionale si fonda su questi principi: chi non li rispetta può essere liberamente invaso o bombardato e infine tradotto di fronte a un Tribunale Internazionale. I patti eventualmente sottoscritti precedentemente con il "reo" (V. caso Noriega, Hussein, o Milosevic) possono essere tranquillamente dichiarati inesistenti.

9. Chi protesta contro il presente stato di cose è un "comunista".

10. La legge del mercato abroga tutte le precedenti leggi.

Può sembrare incredibile, ma l'insieme corposo di questi principi dipende da alcune macrovariabili economiche. Nonostante schiere di economisti, giornalisti, presentatori televisivi, telegiornali e pubblicità abbiano cercato di convincerci che queste leggi facciano parte dell'"umano sentire" e in qualche caso della volontà divina, esse a loro volta dipendono da alcune insignificanti variabili quali:

1.Il valore del dollaro (oggi in discesa sull'Euro).

2. L'andamento del Dow Jones e del Nasdaq (diverse migliaia di punti persi in un anno).

3. L'andamento della bilancia commerciale degli Stati Uniti (-450 miliardi di dollari).

4. Il flusso netto di investimenti esteri diretti e di portafoglio negli States (oggi pari al 64% dei flussi netti di capitali).

Questo insieme di variabili definisce lo "stato di cose esistenti": la Regola e la Convenzione.
Se esse cambiano, il pensiero unico che ne deriva dovrà inevitabilmente recepire il cambiamento degli indicatori sottostanti. Attualmente
tutte queste variabili hanno un segno meno davanti. Il che rende mooooolto nervosi gli uomini con le bretelle.
Oggi i grandi gestori internazionali del risparmio, le banche d'affari, i fondi comuni, i fondi pensione, le assicurazioni vivono un periodo d'incertezza e precarietà circa la Regola e la Convenzione.
Questa incertezza aumenta il "premio di liquidità" quello strano differenziale fra un valore in denaro e l'equivalente in investimenti o beni che aumenta ogni volta che si teme che il prezzo pagato oggi sia superiore al prezzo a cui lo rivenderò domani. L'incubo peggiore, per coloro che vivono di rendite, è sicuramente la "svalorizzazione " del proprio capitale.

Le venali aritmetiche borsistiche che assicurano all'1% della popolazione americana di governare l'economia, ma a molti altri di integrare un reddito o peggio pagare un debito, incominciano mostrare da troppo tempo un segno negativo. Nell'1% serpeggia malumore, nel resto si fa strada una vera e propria depressione. La Depressione aumenta l'incertezza, questa agisce sul premio di liquidità e la depressione prima o poi sarà disperazione.

3. Le crisi "regionali".
La crisi del pensiero unico neoliberista è dunque la sua incapacità di produrre ricchezza finanziaria indefinita, di prolungare l'illusione che il denaro possa produrre altro denaro senza passare per la produzione. La più grande obiezione alla new economy è l'andamento del Dow Jones e di Wall Street. Non solo: sempre più evidente appare la sua incapacità a governare le crisi economiche "regionali", dalla Turchia all'Argentina, al Far East.
Il caso Argentino è forse il più emblematico. Dopo svariati tentativi di tener sotto controllo un'inflazione che oscillava fra le tre e quattro cifre, un ministro particolarmente brillante, Domingo Cavallo, decide di rinunciare di fatto alla sovranità monetaria del proprio paese. Per far ciò rispolvera un vecchio metodo usato dagli inglesi in diversi paesi, al tempo dell'Isola del Tesoro e dell'Impero di sua Maestà: il "currency board".
In esso si stabilisce per legge una parità di cambio fissa fra
la moneta nazionale (il peso) e un'altra moneta (il dollaro).
La politica monetaria dell'Argentina, a quel punto è delegata alla Fed.
Ciò che Cavallo dimenticò è che per poter permettersi il currency board sarebbe stato necessario per l'Argentina avere un forte flusso di esportazioni pagate in valuta verso l'area del dollaro.
Ma proprio l'adozione del dollaro rese impossibile l'export argentino: mentre Brasile e Cile potevano svalutare e diminuire quindi i prezzi relativi delle merci, l'Argentina era ancorata al Dollaro.
La cura ovviamente funzionò per l'inflazione, ma cominciò a
provocare un crescente squilibro della bilancia commerciale. Per pareggiare la bilancia dei pagamenti furono iniziate, sotto Menem, le privatizzazioni .
In pochi anni gli Argentini si vendettero tutto: aerei, aeroporti, centri commerciali (sono tutti di Soros) impianti di estrazione del petrolio, telefoni, elettricità ecc. L'Argentina era guardata dal mondo come il paese dove il pensiero unico del F.M.I. e della Banca Mondiale aveva vinto. Un miracolo economico! Ma le privatizzazioni prima o poi finiscono, lo squilibrio commerciale resta, lo Stato deve drenare denaro sui mercati
internazionali attraverso prestiti internazionali in valuta, ad ogni giro i tassi salgono e il rating diminuisce. I tassi alti scoraggiano l'economia e per tre anni l'Argentina va in recessione.
Le Grandi Famiglie (3% della popolazione) incominciano a cambiare i pesos in dollari. Servono altri prestiti, sempre più cari. A questo punto scoppia la crisi finanziaria.
Nessuno presta più soldi all'Argentina che è costretta a tagliare del 13% i
salari pubblici e a bloccare totalmente la spesa pubblica. Neanche questo basta, ed ecco l'F.M.I., caritatevole, giungere in soccorso, prestando 8 miliardi di dollari. Con una clausola, però: che l'Argentina aderisca al FTAA cioè si apra al libero scambio con gli USA. Doppia trappola: il deflusso di dollari non potrà che aumentare, per il libero scambio e in più si mette in ginocchio il Brasile e si fa saltare il Mercosur.
La crisi finanziaria argentina è solo rimandata di qualche mese: una boccata d'ossigeno per l'UBS, Citygroup e Chase
Manhattan e altre grandi banche che hanno ancora qualche
mese per "securizzare" i propri crediti, cioè farli scomparire nel risparmio gestito di fondi pensione.
Quando la stessa cosa avvenne in Messico nel 1995 a
rimetterci fu il Fondo Pensione degli Insegnanti della California! Ma ormai è fin troppo chiaro: le ricette virtuose del F.M.I. sono peggio delle cavallette.

Dopo il Sud Est asiatico e la Russia stanno rovinando il Sudamerica. Ma la grande fornace di Wall Street ha bisogno di capitali esteri che tengano su i corsi azionari e quindi "mors tua vita mea"!
Meraviglie della globalizzazione dei mercati finanziari! Il liberismo è l'ideologia rovesciata del monopolio monetario e finanziario che l'America impone sul resto del mondo. Comprate quello che volete, basta che lo paghiate in dollari. Fate tutti i debiti che volete, basta che li contraete presso una banca americana e che siano dominati in dollari. Investite nell'industria che vi pare, basta che sia quotata a Wall Street.

4. La novità della globalizzazione dal basso.

Ma c'è una altra novità che ormai nessuno può ignorare: la globalizzazione dal basso sembra più rapida, se non più forte, della globalizzazione economica. All'impasse del WTO dopo Seattle, si contrappone la capacità di diffusione su tutto il pianeta di moltitudini che solo per l'effetto rovesciato dei media oggi si definiscono "no global".
Da Nizza a Praga a Quebec City, a Goteborg, a Genova. E domani a Napoli e infine a Washington, dove scenderà di nuovo in piazza l'AFL-CIO, il più grande sindacato americano.
Il mix teorico-pratico di questo movimento è assai confuso. Ma la somma delle istanze che avanza sono un cocktail micidiale per il pensiero unico neoliberista: in esso si sommano proteste antiche, vetero comunismo, neo-anarchismo, pacifismo, sindacalismo di base, pensiero cattolico, verdi, immigrati, minoranze etnicolinguisti che.
Finché rimane unito è inattaccabile. Per questo Genova: occorreva
provare il terreno delle violenza per vedere di separare le componenti del movimento e batterle in campi separati, una per volta. Ecco perché hanno dato via libera ai black bloc e si sono concentrati a massacrare cattolici, ambientalisti, cooperanti, costruttori di pace ecc. Soprattutto i cattolici fanno paura: sono contro le guerre, sono contro le biotecnologie, sono contro il neo-lberismo, sono contro tutto ciò che potrebbe servire nei prossimi mesi per rimandare la depressione economica.
Assisteremo a un nuovo scontro fra Impero e Papato?
Ho paura che Genova sia stata solo una prova generale. Nei prossimi mesi vedremo al lavoro diverse squadre di "guastatori specializzati". A Genova hanno perso, questo è fuori di dubbio. E a farli perdere sono stai 300.000 ragazzi che sono restati li per due giorni sotto le manganellate e i lacrimogeni, a volte sotto il fuoco diretto di polizia e carabinieri senza andarsene, ma anche senza alzare il livello dello scontro. Le moltitudini, appunto. Ragazzi incarcerati e torturati che continuano a lottare nelle
aule dei tribunali. Una capacità di documentazione e informazione in tempo reale mai vista prima. Una solidarietà internazionale che non si vedeva dai tempi del Vietnam. Quella che doveva essere la frammentazione del movimento rischia di trasformarsi in una vera e proprio debacle per i registi occulti del terrore.
Ma chi sono questi registi e perché si preoccupano tanto di noi? Non sono certo i berlusconiani, utili ****** che non sanno neanche di cosa si stia parlando.
Ricordiamoci che le prove generali della repressione di Genova sono state fatte a Napoli, sotto un governo di centrosinistra. In America userebbero un termine molto descrittivo: "l'establishment". E l'establishment è fatto dei signori con le bretelle delle banche, degli uomini delle multinazionali, dei circoli più reazionari, via via scendendo verso il basso, fino a poliziotti corrotti, gruppi neofascisti, ex agenti della CIA, dell'FBI, della DEA.
La politica, in senso tradizionale qui non c'entra. Sono altri i legami che occorre indagare. Riti di denaro e di sangue che hanno accompagnato la
politica imperiale degli ultimi cinquant'anni.
Riti internazionali e segreti, ma assolutamente lineari nei comportamenti. Decifrarli in tempo è l'unica speranza di evitare altre trappole, questa volta mortali per il movimento.

5. Warfare against Welfare: la posta in gioco.

La posta in gioco è alta. Per l'establishment imperiale si tratta di restituire al capitalismo internazionale l'ultima chiave per poter uscire da un ciclo recessivo che si annuncia lungo.
Questa chiave si chiama "Warfare". Il Warfare non necessariamente è
guerra, anche se ogni tanto qualche guerra è pur necessaria per smaltire le scorte d'armi e giustificare i nuovi investimenti. Il Warfare è un complesso militare industriale e di intelligence ed insieme una politica economica.
La possibilità di iniettare liquidità nel sistema mirata direttamente ad investimenti in tecnologia che possono perpetuare la supremazia imperiale.

Da un punto di vista economico il Warfare è molto più efficace del Welfare. E' più selettivo, permette di distribuire i soldi fra gli amici, stimola l'innovazione tecnologica, evita politiche sociali imbarazzanti, ha minor impatto sull'inflazione e indirizza la domanda del III° mondo verso un prodotto, come le armi, che assicura la sopravvivenza ai WASP (White
AngloSaxon Protestant), dimostrando inoltre l'inutilità delle politiche di aiuto a un terzo mondo barbaro e crudele. Il warfare va continuamente alimentato da visioni geopolitiche.
È questo il "grande gioco", la scacchiera, come dice Brzezinsky, dove giocare lo scontro fra le civilizzazioni (Samuel P. Huntington: The Clash of Civilisation and the Remaking of World Order, 1998 [trad. it. Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, collana Garzanti Elefanti, 2000).
E che sulla scacchiera sia tornato un "old fellow" come Henry Kissinger rende il gioco particolarmente pericoloso.
L'America, almeno dal tempo di Bush senior, sta cercando di superare un ostacolo psicologico: la sindrome del Viet-Nam che gli impedisce di far funzionare sul serio il Warfare. Ci è quasi riuscita con la guerra del Golfo e con il Kossovo. Dove potrà provare una prossima "guerra"?
La Palestina è la miccia. Sempre accesa. Chi ha provato a spegnerla ha fatto una brutta fine, come Rabin. Quanto è lunga la miccia e fino a dove può bruciare? La polveriera non è in Medioriente.
Il Medioriente al massimo è la seconda parte della miccia.
La polveriera è in un punto imprecisato delle frontiere della cosiddetta area "turanica" (Iran, Afghanistan, Tagikistan, Khirghisistan, Azerbaijan, Uzsbekistan, Pakistan.) Da secoli è il ventre molle della Russia, ma (attenzione) è il ventre molle anche della Cina. Dalle etnie Uigure (turche) si risale verso lo Xin Xiang : il più grande bacino minerario e petrolifero del mondo. Da li si controlla tutta l'Eurasia. Si controllano le "pipe lines" del III° millennio.
Da lì passano le vie della droga. Da li passano i mercanti di schiavi che
riforniscono le industrie e i commerci di tutto il mondo.
"La via della Seta". La " Via della Seta" però incomincia a Gerusalemme. È qui che i "fondamentalisti " di tutte le religioni da millenni hanno segnato il luogo della battaglia fra le "civilizzazioni": la piana di Armageddon. Si lo so: può sembrare follia.
Che c'entrano gli interessi economici con le antiche leggende? C'entrano. Il denaro è il terreno del simbolico. Quando non può nutrirsi di numeri deve nutrirsi di sangue.
Oggi il dibattito alla corte imperiale è se consentire Armageddon e accendere la miccia che brucierà fino al centro dell'Eurasia, oppure no.
A favore ci sono fondamentalisti ebraici e gli ultraprotestant i millenaristi. C'è Richard Armitage e i vecchi delinquenti della CIA, gli ultimi di "Phoenix", quelli dello scandalo Watergate e Iran-Contras, quelli che hanno armato i "talebani".
Contro ci sono gli ebrei democratici, che hanno il terrore che Israele venga sacrificata sull'altare dell'"Impero", i cattolici, i pacifisti, i leftist americani. I democratici di Clinton avevano preferito la più nota via dei Balcani. Puntavano anche loro verso il centro dell'Eurasia, ma volevano arrivarci con le bandiere della "democrazia", la Nato, gli Europei. E soprattutto non volevano problemi con la Cina. Anzi volevano pacificare tutto il Pacifico. Bush no. Ha bloccato qualsiasi accordo sulla riunificazione delle Coree, ha
ripreso le "guerre stellari" e, soprattutto, odia gli ebrei. Finora ha trattenuto Sharon, che voleva attaccare durante il G8. Poi i Russi sono entrati anche loro nella partita e per la II° volta in un mese (agosto 2001) si è evitata la guerra in Cisgiordania.
Per quanto a lungo reggerà ?
Può sembrare incredibile: ma gli unici che possono fermare il prossimo carnaio siamo noi, la moltitudine in marcia da Seattle. Per questo devono eliminarci prima. E soprattutto rompere la miracolosa unità fra le diverse anime del movimento. Ancora una volta "si può quello che si fa".

Appendice: un anno dopo

Il 25 settembre 2002 Sbancor pubblica su "Rekombinant" un breve testo, corredato da tre grafici finanziari che illustrano tre "movimenti anticipatori": quello del Dow Jones, quello dell'indice di volatilità sui titoli derivati trattati dalla borsa di Chicago, e quello Standard & Poors 500. Tutti e tre i grafici
comprendono il periodo che va da prima dell'attentato alle
Twin Towers a dopo l'inizio dell'operazione "Enduring
Freedom" (7 ottobre 2001). Ebbene: le borse iniziano a crollare, e la volatilità dei derivati ad impennarsi, prima dell'11/09: il 6 settembre, per l'esattezza. E iniziano a risalire, e i derivati a calare, prima dell'invasione dell'Afghanistan. Con le parole di Sbancor: qualcuno sapeva prima e ha giocato le sue carte, o meglio le sue azioni...

Pubblicato Settembre 13, 2011 11:45 PM | TrackBack
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# nicolas 2013-03-17 22:08
Forse sono poco informato ma mi pare di aver "sentito" un assordante silenzio sull'euro parlamento e sgli eurodeputati da parte di Grillo.
Ignora forse che la maggior parte delle problematiche che affliggono gli italiani( e gli europei) hanno una sorgente a monte(o Monti)?
Vero che il nostro parlamento e l'apparato pubblico sono una schifezza. Cio che ,peraltro, ha contribuito alla crescita abnorme del suo movimento, ma, onesta intellettuale impone una disamina più profonda del turpe andazzo in cui siamo immersi
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# Vitoparisi3 2013-03-18 08:26
Sussidi per la produzione del tabacco e non per il grano o l'olio?
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# Nieuport 2013-03-18 09:04
Però, che la sinistra sia subalterna e soprattutto funzionale al capitalismo consumista e finanziario, non solo lo dice Michéa oggi, e lo diceva Del Noce 50 anni fa, lo diceva già, in modo spiritoso ma inconfutabile, Chesterton ben 100 anni fa.
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# Alfio200 2013-03-18 10:00
In opposizione a buona parte del forum, compreso il nostro Direttore, io continuo a sostenere:

Tutto, tranne il sistema Italia! Tutto tranne Bersani, Berlusconi, Santanchè, Finocchiaro, Meloni, Vendola, Napolitano, Carfagna..."

L'esempio argentino dovrebbe chiarire che non si risolvono i problemi tornando alla valuta locale gestita da politici inadeguati in un sistema inadeguato (e i nostri sono ben peggiori di quelli argentini).
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# antaratman 2013-03-18 14:05
Citazione Nova:
La madre di Angela è una tale prussiano-polacca Herlind Jentsch di presumibile ceppo khazaro.


Grazie per l'info, allora la biografia
"autirizzata" mente, non solo sul nome ma tralasciando anche il cognome?
Potrebbe dirmi cortesemente da dove ha preso l'info, mi piacerebbe tanto mandare
questa notizia in Germania.
Grazie
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# Nova 2013-03-18 14:46
Herlind Jentsch nata a Danzica nel 1928, insegnante di latino ed inglese. Un cognome talvolta usato da ebrei. Questa è la madre di Angela sposata al pastore protestante Kasner che nel 1953 migrò da Hamburg verso la DDR comunista, come riportato ampiamente anche nei siti 'google'
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# raff 2013-03-18 14:59
Ecco, ci siamo!

Zero Hedge: Commerzbank suggerisce un prelievo forzoso del 15% in Italia?!
18 marzo 2013Di Er

Zero Hedge – German Commerzbank Suggests Wealth Tax In Italy Next
Submitted by Tyler Durden on 03/17/2013
Mentre alcuni suggeriscono che Cipro era “una delle più grosse lavanderie di denaro per i criminali russi” ed altri che invece la comunità degli ex-Pat (espatriati) ciprioti e le risorse energetiche ha portato in patria tutti quei depositi, sembra che all’Unione Europea (e anche l’IMF e gli altri) abbiano deciso che la giusta rotta da seguire per la stabilizzazione della crisi, come avevamo previsto più di un anno fa qui su Zero Hedge, sia una tassa sulla ricchezza (alias prelievo forzoso sui conti correnti).
Ma come riporta Handelsblatt la grossolana distorsione della distribuzione della ricchezza fra il core e la periferia (evidente nell’abisso fra media e mean di asset netti) rende alcune nazioni più “in grado” di dare e il capo economista della Commerzbank nota che la ricchezza media in Italia è di 164.000 euro (contro una media in Austria di appena 76.000 euro ed un mean di 265.000 euro) il che vorrebbe dire che in teoria l’Italia non ha nessuna crisi del debito (con asset netti per il 173% del PIL nazionale … molto meglio dei tedeschi che hanno solo il 124% del PIL nazionale in asset netti familiari) e che “quindi avrebbe senso una tassa sui depositi bancari una tantum in Italia”, suggerisce.

“Una tassa sugli asset finanziari del 15% sarebbe probabilmente abbastanza per spingere il debito del governo italiano al di sotto del critico 100% del Prodotto Interno Lordo”.

Ed eccolo quindi il “new deal” per l’Europa. Come avevamo avvertito, è una “wealth tax”, una tassa sulla ricchezza, e testare la “capacity” dei ciprioti sembra solo un esperimento per vedere come si comportano le forze sociali e sino a che livello ci si può spingere senza far scoppiare la rivoluzione.
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# Pietro G 2013-03-18 17:09
Raff, in Italia la tassa sulla ricchezza c'è già stata. A me, tra aumento del 62% degli estimi catastali, e l'introduzione dell'IMU sulla prima casa hanno quasi triplicato le tasse, da un anno all'altro. E sembra che la cosa non sia finita quì, perchè ci sara ancora un adeguamento degli estimi tra case al centro e in periferia più la nuova tassa sui rifiuti. Nella situazione di recessione è diventato impossibile tassare ancora, bisogna ridurre la spesa pubblica! cominciando dalle spese per le missioni militari e i costi della politica. Ai media e ai politici, tutti presi dalle mosse di Bersani, dagli anatemi di Grillo dagli inciuci e i tradimenti, non gliene frega un tubo.
Io poi non capisco una cosa : per il collasso del sistema finanziario di Cipro devono pagare gli altri contribuenti europei? Anche se, come nel nostro caso italiano, non hanno più un centesimo da dare?
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# raff 2013-03-19 00:19
L'IMU è stato un prelievo forzoso che ha già dato i suoi frutti negativi con la contrazione dei consumi, l'aumento delle insolvenze e la paralisi del mercato immobiliare. Insistere su questa strada significa voler accelerare l'avvitamento recessivo dell'economia.
Il prelievo forzoso imposto dall'EU a Cipro, in cambio del "salvataggio" finanziario può essere interpretato anche come un test per verificare la funzionalità dei meccanismi di difesa e protezione dell'EURO, cosiddetti "salva stati", quali ELA (Emergency Liquidity Assistance), ESM (European Stability Mechanism) e LTRO (Long Term Refinancing Operation), sottoscritti da Monti e dal governo PD-PDL, che impongono all'Italia di versare i dovuto contributo. Ovviamente di questo Bersani, Berlusconi e i media mainstream non parlano.
Invece la proposta della Commerzbank all'Italia di imporre una tassa sugli asset finanziari del 15% per portare il debito sovrano italiano al di sotto del critico 100% del Prodotto Interno Lordo potrebbe anche favorire la fuga di capitali dall'Italia verso l'unica destinazione, immaginata sicura, la Germania, hai visto mai!
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# antaratman 2013-03-18 16:00
Bergoglio vuole prestare la massima attenzione ai poveri:sarà esaudito, ne troverà quanti ne vorrà.

Altra intervista al ministro delle
finanze tedesco Schaeuble, faccia di
bronzo:
© reuters
Bundesfinanzmin ister Wolfgang Schäuble sagte am Montag in Berlin, die Belastung auch von Bankeinlagen mit weniger als 100.000 Euro Guthaben sei keine Erfindung der Bundesregierung .
Il Ministro delle Finanze Schaeuble ha detto lunedì(18)a Berlino che l'addebito su versamenti inferiori a 100.000 Euro non sono una invenzione del Parlamento (tedesco).
I tedeschi sono allarmati,hanno paura che le loro tasse serviranno ancora per l'ennesimo salvataggio di un Paese Pig
ma la Merkel rassicura.
Oggi è andato in onda uno speciale che ha mostrato il vero volto della povertà in Germania e i numeri dei poveri lascia sbalorditi.
*****
http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/europas-schuldenkrise/zypern/schuldenkrise-zyperns-rettung-ist-ein-regelbruch-in-permanenz-12117409.html

La crisi debitoria dell'Europa,ora il salvataggio di Cipro, riflette una violazione permanente delle regole.
16.03.2013 ·
La storia del salvataggio dell'Euro
è una storia di continue violazioni delle regole, e OGNI VIOLAZIONE CONDIZIONA LA PROSSIMA.
Ora i risparmiatori ciprioti vengono
espropriati come quelli che praticano il riciclaggio di denaro.

Ma non solo: sempre sulla FAZ del 18 c.m.

http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/europas-schuldenkrise/italien/folgen-fuer-italien-gelassenheit-in-rom-wir-sind-anders-12119082.html

Conseguenze per l'Italia: -a-Roma-sono rilassati-NOI-SIAMO- DIVERSI (sic) Giuseppe Vegas dixit.
Nell'articolo però viene menzionato
che gli italiani si ricordano del prelievo over night nel 1992 del
6x1000 da parte del....lasciamo
perdere, Giuliano Amato.

Allora cari compratrioti ricordatevi
che NOI siamo diversi, quindi sonni tranquilli!

La ridistribuzione della ricchezza
viene fatta da papà Marx che ha tanti figli sopratutto tra i ricchi, R.R.&Co, che vogliono mantenere il loro status
quo rubando ai poveri, che sono molti
ma molti di più. La tradizione continua.
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# antaratman 2013-03-18 16:03
@ NOVA

grazie, le ricerche che avevo fatto erano limitate al libro biografico, d'altronde la signora ha ampiamente dimostrato pubblicamente la sua vera appartenenza.
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# Alfio200 2013-03-18 17:36
Il punto è che in, Italia, una patrimoniale servirebbe semplicemente a mantenere lo status quo...

Patrimoniale - Abbassamento Debito Pubblico - Sprechi - Livello Critico Debito Pubblico - Patrimoniale - Abbassamento Debito Pubblico - Sprechi...e così di seguito...
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